Inizio anno con tempeste estreme sull’Europa Occidentale
È passata appena una settimana e il ricordo della tempesta Kristin è ancora vivo per cosa abbiamo visto. Se ne è parlato poco qui da noi, ma i danni ricordano incredibilmente la tempesta Vaia del 2018.
Se questa tempesta portoghese è stata di estensione minore, i venti che si sono sprigionati nel comune di Coimbra sono stati davvero incredibili. Le raffiche hanno addirittura superato i 200 km/h, lasciando una devastazione senza eguali per queste località.

Un milione di persone è rimasto senza corrente elettrica, e ancora oggi qualcuno deve riaverla. Case sventrate, piccoli aeroveicoli rovesciati e ben 6 morti. Interi boschi rasi al suolo, come nell’immagine in alto a destra da MeteoMira , che evoca in molti abitanti del Triveneto brutti ricordi.
Tutto questo è avvenuto poco dopo il terribile ciclone Harry, che ha duramente colpito le Isole Maggiori e la Calabria, dove, seppur i venti siano stati meno intensi, le mareggiate sono state ben più distruttive.
Entrambe le circolazioni rientrano nelle perturbazioni atlantiche, quindi cicloni extratropicali, che si intensificano a causa di temperature sempre troppo miti anche nella stagione fredda. Basta un minimo impulso di aria polare a generare forti contrasti termici e fenomeni estremi.
Un inverno che è diventato autunno per la brutalità dei fenomeni.
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Anomalie della temperatura superficiale del mare per gennaio 2026 – fonte Copernicus
