30 luglio 2021

27 luglio 2021: supercelle tra Milanese e Bergamasco

Nel pomeriggio del 27 luglio 2021 per il quarto giorno consecutivo insiste al Nord Italia la saccatura che ha portato alla formazione delle supercelle responsabili di molti danni sia da vento che da grandine in più zone.

Svariati nuclei temporaleschi si generano in un’ampia porzione di pianura Padana che va dal Nord-Ovest della Lombardia fino alla zona tra Emilia e Veneto. Le celle più intense risulteranno nuovamente essere quelle tra Mantovano, Modenese e Rodigino. In questo caso però non raggiungeranno i livelli del giorno precedente. Alcune supercelle si sviluppano anche tra Milanese e Bergamasco.


Supercella LP a Monza

La prima, di tipo Lp, insiste nella zona di Monza rimanendo piuttosto stazionaria. La struttura è quella tipica con updraft piuttosto snello e base alta. La osservo da Pessano con Bornago, appena a Est di Milano, finché non si indebolisce a causa anche dell’interferenza di nuovi temporali che si sviluppano in zona.




Supercella tra Brembate (BG) Dalmine (BG)

Una seconda supercella poco dopo nasce a Est di Milano e si sposta in direzione Bergamo. Questa è da subito decisamente più intensa e presenta una struttura classica. A Brembate (BG) sotto la base in pochi minuti si formano dei grossi fractus che con moto ascendente vanno a formare la wall cloud e la tail cloud che pesca umidità dai rovesci.




Seguo il temporale fino a Dalmine (BG), alle porte di Bergamo, dove si infila tra le Prealpi passando a Nord della mia posizione. Il mesociclone non è particolarmente esteso, ma grazie all’elevata umidità la sua base è molto bassa e turbolenta.






La struttura si fa sempre più minacciosa e compare anche una clear slot, segno dell’occlusione mesociclonica con intrusione di aria secca attorno alla base. Spesso questo fenomeno precede la tornadogenesi, ma in questo caso la disposizione dei venti al suolo e la vicinanza alle alture non favorisce la formazione di un vortice.






Il passaggio della base del temporale è accompagnato da forti raffiche di rfd da Nord-Ovest.

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29 luglio 2021

26 luglio 2021: supercella HP nel Mantovano

Il 26 luglio 2021, per il terzo giorno consecutivo durante questo peggioramento, ci sono possibilità per fenomeni violenti al Nord. La zona con gli indici migliori oggi sembra essere il Veneto centro-Occidentale. I temporali dovrebbero partire dall’Appennino Emiliano e avanzare velocemente verso Nord-Nord-Est puntando il Veronese, un po’ come accadde il 29 agosto 2020.

Nel primo pomeriggio diverse celle si formano proprio sui rilievi appenninici, con due nuclei principali: uno sul Parmense e uno più a Est, a Sud di Modena. Aspettandomi un moto deciso verso Nord dei temporali, dal Veronese in cui mi ero portato per attendere la convezione mi sposto verso Sud, con l’obiettivo di incrociare la cella più occidentale.

I temporali però, probabilmente a causa del fatto che si sono formati molto presto e il forte getto da Sud che li avrebbe dovuti trainare rapidamente verso le pianure venete non è ancora entrato, rimangono sulla linea del Po e prendono un moto verso Est.

La supercella nel Mantovano

Arrivato nel Mantovano quindi rimango impestato in una posizione troppo occidentale per vedere bene la cella che nel frattempo si è molto rinforzata diventando dominante su tutte le altre. In più sono pericolosamente vicino alle precipitazioni e so che se voglio vedere qualcosa devo riuscire ad arrivare almeno a Est rispetto al temporale.


L’enorme incudine e le nubi basse che entrano nell’updraft:


La zona non aiuta, nel Mantovano non ci sono strade a scorrimento veloce né tanto meno autostrade che vanno a Est. In più un altro problema è dato dalla presenza del Po, tra l’altro in un tratto con una penuria assoluta di ponti. Dovrei scendere a Sud per essere in posizione più comoda e meno pericolosa, ma non posso farlo senza rischiare di finire dentro il temporale perché ci sono troppo vicino, e sulle strade si fanno i 60 km/h massimo.

Quindi si continua verso Est. Poco prima di Ostiglia (MN) finalmente riesco a vedere la struttura. Si tratta di un’intensa supercella di tipo Hp, con una base molto bassa che spunta minacciosa dall’argine del Po. Ho il tempo solo per fermarmi, scattare un paio di foto e ripartire. Il rovescio è sempre alle calcagna, e me lo ricorda a intervalli più o meno regolari buttandomi addosso qualche gocciolone da un paio di litri ciascuno.

La struttura a Ostiglia (MN):



E l’ultima cosa che voglio è finire dentro quelle precipitazioni, che poco prima nella zona di Fidenza (PR) hanno letteralmente devastato le auto sull’autostrada A1 con chicchi di grandine di 6-8 cm di diametro.

Continuo sulle strade secondarie fino a Bergantino (RO), vedendo la supercella a spizzichi e bocconi quando non è troppo rischioso fermarsi. Qui finalmente la strada piega verso Sud e posso levarmi dal tiro della parte più intensa dei rovesci.




Nei pressi di Castelmassa (RO) cerco un riparo, mi fermo e aspetto che il temporale mi passi sopra con la sua propaggine più meridionale, in cui comunque è presente un po’ di grandine.




La cella prosegue la sua corsa verso Rovigo ma inizierà ben presto a indebolirsi.

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25 luglio 2021: supercella HP tra Milano e Brescia

Altra giornata dall’evoluzione incerta. Possibilmente ancora più incerta del giorno precedente. I principali modelli vedono la formazione di possibili forti temporali sul Piemonte a Nord del Po, che diventerebbero agevolmente supercelle dato il consistente shear del vento.

La situazione di partenza nel pomeriggio però non è molto incoraggiante. L’atmosfera ha tutta l’aria di essere molto scarica. Non c’è nemmeno cumulogenesi sulle Alpi Occidentali. Più a Nord invece diversi ammassi temporaleschi insistono da tempo addossati ai rilievi tra Nord Piemonte e Lombardia.

Mentre attendo l’evoluzione a Vercelli continuo a tenerli d’occhio chiedendomi sempre più spesso se non sia il caso di mollare brutalmente la posizione e correre a Est.

Si va a Est

A un certo punto, all’incirca alle 16, con la situazione a Ovest ancora di calma piatta, decido. Si va verso Est. Obiettivo: superare Milano e sperare che i temporali ora sul comasco inizino a scendere verso la pianura.

È un azzardo certo, perché è comunque possibile che un eventuale nucleo temporalesco si accenda dal nulla in Piemonte, è già capitato in passato che si sia passati rapidamente da una situazione di stabilità quasi assoluta all’esplosione di una supercella. Ma non ho ripensamenti, imbocco la A4 e vado verso Milano.

Durante il tragitto vedo un cumulo nuovo, sotto il quale ancora non sta cadendo la pioggia, più a Sud rispetto ai temporali del Nord Lombardo, praticamente sopra Milano. Bisogna arrivare a Est di quello prima che inizi a precipitare, perché potrebbe essere il segnale di uno sviluppo più verso le pianure del sistema. Fortunatamente è domenica, e l’autostrada nel tratto cittadino di Milano è molto meno trafficata del solito.

Riesco quindi a portarmi a Est della città e giunto a Trezzo sull’Adda (MI) vedo che sotto il cumulo che ho da poco superato, prendendomi solo un breve rovescio di goccioloni, si è già formata una spessa cortina di precipitazioni.




La supercella tra Milano e Brescia

Proseguo quindi verso Est e a Ovest di Bergamo succede quello che immaginavo potesse accadere: i temporali iniziano via via a staccarsi dalle Alpi per prendere una direzione più verso Est-Sud-Est, approcciando quindi la pianura. La cella più meridionale inizia anche a mostrare segni di rotazione, con la struttura che evolve in quella di una supercella Hp.



All’altezza di Bergamo il temporale perde un po’ di compattezza e definizione, anche se la rotazione diventa sempre più evidente.



È a Est del capoluogo, tra Bergamasco e Bresciano, che però la supercella inizia ad assumere connotati spettacolari. Il mesociclone diventa sempre più esteso,
con diverse bande di inflow che ne vanno a modellare e scolpire la struttura.

Intanto frequenti fulmini nube suolo cadono ripetutamente appena a Nord del mesociclone, nell’area delle intense precipitazioni, caratterizzata da un colore che va dal verde tipico della grandine a un più particolare giallino dovuto all’interazione con il sole.






Nei pressi di Grumello del Monte (BG) la supercella si intensifica ancora, con la base che si abbassa di livello e una colossale banda di nubi che entrano nell’updraft da Sud e, trainate dalla rotazione, vanno ad avvilupparsi intorno al meso. Qui esco dall’autostrada per trovare buona visibilità ma in breve la velocità con cui si muove il temporale mi costringe nuovamente a ripartire verso Est.



Guadagno un po’ di spazio tra me e la supercella arrivando in zona Erbusco (BS). Qui finalmente la visibilità è di nuovo perfetta e mi fermo a riprendere l’impressionante sistema che adesso sta percorrendo esattamente la stessa direzione della A4. La struttura è sempre di tipo Hp, con intensi rovesci anche sotto il mesociclone, che man mano che la cella si avvicina prendono sempre più una sfumatura verde.






Il temporale non sembra proprio volersi indebolire, e devo quindi spostarmi nuovamente ancora più a Est. Cambia però la sua direzione di spostamento, non più Sud-Est ma Est pieno. A Rovato (BS) quindi mi trovo in posizione leggermente meridionale rispetto al mesociclone, comunque ancora spettacolare. e con la base ricca di turbolenze.






Solo giunto su Brescia il temporale, risentendo della vicinanza dei rilievi, inizia a indebolirsi esaurendosi poi in zona Lago di Garda.



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