04 novembre 2025

Melissa, uragano dei record

E’ arrivato il momento di trarre le somme del violento uragano Melissa, che la scorsa settimana ha colpito i Caraibi, stabilendo dei record per diversi elementi legati alla sua intensità.

Martedì 28 ottobre, con la sua impressionante struttura circolare dotata di un occhio ben definito, ha toccato la costa della Giamaica come il più potente uragano atlantico noto al landfall (ovvero all’approdo in terraferma), a pari merito con il celebre uragano del Labor Day del 1935 in Florida (inizio settembre), sia per la velocità media del vento di 298 km/h (con raffiche superiori), sia per la bassa pressione atmosferica (892 hPa).

Una sonda meteorologica rilasciata da un aereo dei cacciatori di uragani della NOAA, ha rilevato venti fino a 406 km/h a una quota di 200 m in atmosfera libera: un record mondiale. Piogge che sono state oltre 1000mm in alcune zone.

Le peggiori devastazioni hanno colpito il settore occidentale della Giamaica, in particolare la città costiera di Black River, sommersa dalla marea di tempesta. A contribuire ai gravi effetti in terraferma è stata la bassa velocità di spostamento dell’uragano che ha fatto sì che indugiasse per molte ore sulle medesime zone.

Nonostante l’interferenza con i rilievi dell’isola ne abbia ridotto la forza, mercoledì ha raggiunto la parte orientale di Cuba ancora in categoria 3 (venti medi su un minuto fino a 195 km/h), causando gravi danni. Nell’isola di Hispaniola (Haiti e Repubblica Dominicana) Melissa si è fatta sentire soprattutto con piogge alluvionali.

Nel complesso si stimano provvisoriamente perdite economiche per circa 50 miliardi di dollari e almeno 56 vittime. Una tragedia, ma tutto sommato contenuta in proporzione alla violenza estrema dell’evento, grazie sia alla bassa densità abitativa del settore giamaicano più colpito e all’efficace allertamento della popolazione reso possibile da previsioni meteorologiche accurate.

Immagine ad infrarosso da CIRA-CSU

C’è lo zampino del riscaldamento globale su Melissa?

Il ciclone Melissa è stato alimentato e amplificato dal calore e dal vapore acqueo aggiuntivi rilasciati da una superficie marina più calda di circa 1 °C rispetto alla norma. Questo surplus energetico ha permesso al sistema di intensificarsi con una rapidità eccezionale: Melissa è passata da semplice tempesta tropicale a uragano di categoria 4 in appena 12 ore, raggiungendo poi la categoria 5, il livello massimo della scala Saffir-Simpson.

Fenomeni di tale intensità, purtroppo, stanno diventando sempre più probabili a causa del crescente calore accumulato nei nostri mari e nell’atmosfera terrestre. Ciò che un tempo rappresentava un evento eccezionale rischia, in futuro, di diventare la nuova “normalità”.

Non a caso, alcuni scienziati hanno iniziato a domandarsi se non sia ormai necessario introdurre una nuova categoria, la 6, per descrivere uragani di potenza superiore a quanto previsto dall’attuale classificazione.

Immagine satellitare a cura di CIRA-CSU

Se vuoi supportarci, puoi effettuare una donazione via PayPal cliccando sul pulsante qui sotto!

26 ottobre 2025

L'uragano Melissa minaccia le Grandi Antille, rischio catastrofe

L’uragano Melissa minaccia le Grandi Antille (principalmente Jamaica, Cuba e Haiti), con un rischio di catastrofe elevato.

Questo intenso ciclone si sta sviluppando sulle acque dei Caribi ancora molto calde con temperature sopra i 30°C. E’ il contesto nuovo che preoccupa in cui si sviluppano queste tempeste della natura.

Se sabato Melissa era una tempesta tropicale adesso si è già portato a uragano di categoria 4 e potrebbe salire alla categoria massima, diventando uno dei più intensi della storia.

Andiamo a vederne l’evoluzione, visto che in pochi ne parlano.


L’evoluzione nelle prossime ore

Uno dei problemi di Melissa è che ci metterà molto a risalire verso Nord le Antille. Infatti raggiungerà la Jamaica solo martedì, per poi arrivare nella notte verso mercoledì su Cuba sempre con venti prossimi o superiori ai 200km/h.

Sulla Jamaica è atteso tra la categoria 4 e 5 con la massima potenza. Qui il vento soffierà fortissimo, ma non sarà l’unico fattore determinante.

Qui il percorso atteso di Melissa

Le piogge anche saranno davvero eccezionali nei prossimi 4 giorni. In questo arco temporale si potranno superare i 1000mm in Jamaica (la pioggia che cade in un anno in una località italiana, ma anche di più se consideriamo una zona di pianura), mentre i 700mm sulla parte occidentale Haiti che seppur non coinvolta direttamente dalla tempesta vedrà delle correnti di stau sulla propria orografia.

Le onde del mare saranno prossime ai 10metri con un impatto devastante sulle aree costiere. Insomma ci sono tutti gli elementi per colpire duramente delle popolazioni che certo non se la passano bene.

Accumuli pluviometrici per i prossimi 4 giorni

Se vuoi supportarci, puoi effettuare una donazione via PayPal cliccando sul pulsante qui sotto!

25 ottobre 2025

Dopo 12 anni un tornado EF5 colpisce gli USA

Il NWS, dopo ulteriori analisi con esperti di danni da vento, ha stabilito che il tornado che ha colpito Enderlin (ND) ha raggiunto velocità del vento superiori a 210 mph (circa 338 km/h). Un vortice che ha colpito la zona di notte, durante le 23.00.

La velocità è stata stimata grazie all’analisi dei danni, tra cui i principali:

-Deragliamento e ribaltamento di vagoni ferroviari carichi di cereali;

-Sollevamento e lancio di un vagone cisterna vuoto per oltre 145 metri.

-Danni estesi agli alberi lungo il fiume Maple: alberi completamente scortecciati o ridotti a monconi.

-Distruzione totale di una fattoria sulla Highway 46, con una casa spazzata via fino alle fondamenta, anche se la mancanza di ancoraggi strutturali ha reso la valutazione più cauta.

I dati radar hanno inoltre confermato venti estremi coerenti con un tornado EF-5. Purtroppo ricordiamo che questo evento ha fatto 3 vittime.


Se vuoi supportarci, puoi effettuare una donazione via PayPal cliccando sul pulsante qui sotto!

24 ottobre 2025

Torna l'ora solare nel weekend

Torna l’ora solare nel weekend, in particolare domenica 26 Ottobre. In questa giornata alle ore 3 della notte l’orologio verrà messo 60minuti indietro facendoci guadagnare 1 ora di sonno.

Una scelta che continua a far discutere visto il dibattito aperto dal 2018 ormai anche dall’Unione Europea.


Quali sono le conseguenze del cambio dell’ora?

Con il ritorno dell’ora solare avremo più ore di luce al mattino, mentre il buio arriverà prima la sera. Tutto ciò durerà fino a Marzo 2026. Vediamo però i pro e i contro di questa variazione di orario.

Si è notato in primis una notevole riduzione dell’energia che viene usata per le attività umane.

Nei 7 mesi di ora legale il sistema elettrico italiano ha risparmiato circa 190 milioni di euro e 200.000 tonnellate di CO2. Ben 420milioni di kWh non sono stati utilizzati pari ad un fabbisogno medio annuo di circa 150mila famiglia.

Mantenendo questo orario per tutto l’anno si potrebbe far crescere il risparmio fino a 500 milioni di euro solo per la nostra penisola.

A livello fisico ci sono diversi studi che affermano molti problemi per l’uomo durante il cambio dell’ora. Si passa da un aumento dell’insonnia, stess e sonnolenza. Addirittura si è notato un aumento dei tassi di infarto, incendi stradali e infortuni sul lavoro nelle due settimane dopo questo cambiamento.

Verrà abolito?

Già nel 2018 l’Unione Europea aveva proposto di togliere il cambio d’ora dove ciascuna nazione doveva decidere se farlo o meno. Pensate che nonostante oltre l’80% dei voti era a favore per l’abolizione, solo Francia e Germania lo hanno effettivamente fatto.

Le zone del Nord Europa sono contrarie all’ora legale in quanto hanno giornate molto lunghe in Estate con luce fino a sera e il cambio incrementerebbe questa situazione provocando disagi ulteriori nel sonno.

Al momento non si sa quando questo avverrà in Italia continuando un lungo dibattito ancora aperto.

Se vuoi supportarci, puoi effettuare una donazione via PayPal cliccando sul pulsante qui sotto!

22 ottobre 2025

Tornado a Parigi, 20 ottobre 2025

Un tornado si è verificato a Parigi Nord, durante il 20 ottobre 2025. Il vortice avrebbe colpito la zona di Ermont causando diversi danni, infatti ha abbattuto ben 3 gru da cantiere, danneggiando anche i tetti delle abitazioni.

Tutto questo si è originato da una supercella, riuscita a svilupparsi nonostante poca energia per la convezione al suolo, ma aiutata dalla presenza di elevata vorticità in quota o shear.

Tornado registrati dall’ESWD il 20 ottobre

Questo tornado probabilmente classificato F2, ha causato almeno 1 morto e circa 8 feriti di cui alcuni gravi. Ben 1700 persone sono rimaste senza luce.

Un evento che fa riflettere su quanto possa essere pericoloso un tornado nelle grandi città e su quanto c’è ancora da fare per proteggere/informare la popolazione su questi eventi. L’ultimo evento in zona risale al 1896.

Altri 3 vortici si sono formati il 20 ottobre uno ancora più a nord di Parigi, un altro nel Belgio ed infine nei Paesi Bassi seppur meno intenso del fenomeno che ha colpito la capitale francese.

Se vuoi supportarci, puoi effettuare una donazione via PayPal cliccando sul pulsante qui sotto!

30 agosto 2025

Tempesta sul Centro-Nord il 28-29 agosto: vento oltre i 100 km/h

Tempesta sul Centro-Nord il 28-29 agosto: vento oltre i 100 km/h. Un’intensa linea temporalesca ha preso forma vicino le Baleari giovedì e si è mossa rapidamente in serata raggiungendo prima la Corsica, poi la Toscana nord-occidentale e la vicina Liguria orientale.

Qui ha dato la sua massima forza non avendo grandi ostacoli lungo il suo percorso, seppur il passaggio sull’isola francese in parte ne ha diminuito l’entità, ma il mare molto caldo ha sopperito a questo ostacolo.

Passato invece l’Appennino ha raggiunto il Nord-est qui con valori di vento ben minori e meno diffusi perdendo gran parte della sua energia ed organizzazione.

Immagine dal satellite di giovedì sera

Dal satellite era ben visibile il vasto ammasso temporalesco lineare facente parte della parte terminale del fronte freddo della saccatura atlantica arrivata dalla Francia.

Si è trattato dei resti dell’ex uragano Erin che hanno convogliato verso la nostra penisola un’enorme quantità di vapor acqueo e un forte richiamo sciroccale causando prima del suo transito un aumento termico con tanta energia per la genesi di fenomeni severi.

Per essere classificata come Derecho, una linea di temporali, deve avere con se venti oltre 93km/h per 400km almeno, non avendo questa continuità su terra probabilmente non sarà classificato come tale. Questo comunque non sminuisce l’entità dell’evento.

Qui alcuni valori:

Ile-Rousse 167km/h
Casoni di Suvero (SP) 144km/h
Porto di Livorno 130km/h
La Spezia 111km/h
Montignoso (MS) 107km/h
Legoli(PI) 96km/h
Molinella (BO) 81km/h
Portogruaro (VE) 90km/h

Il derecho del 18 agosto 2022 fu comunque assai superiore di questo, infatti in Corsica si superarono i 200km/h e i venti che rimasero sopra i 100km/h dalla Toscana, al Nord-est fino anche oltre le aree alpine raggiungendo l’Europa centrale.

Sempre giovedì 29 agosto si sono formate anche due supercelle (HP) notevoli, una sul pavese e l’altra dal lodigiano fino al bresciano veronese che hanno portato oltre a forti piogge anche qui raffiche di vento probabilmente superiori ai 100km/h causando lesioni importanti ad abitazioni, alberi abbattuti e una distesa di pannelli solari rovesciati. Una di queste celle ha prodotto anche un tornado a Somaglia (LO) con danni minori.

Mappa elaborata da Tornado in Italia – a sinistra le raffiche di vento / a destra le fulminazioni (su blitzortung)

Se vuoi supportarci, puoi effettuare una donazione via PayPal cliccando sul pulsante qui sotto!

23 agosto 2025

20 agosto 2025: intensa linea temporalesca sul basso Piemonte


Intorno alle 17, i primi rovesci nel Torinese in rapida intensificazione indicano che il fronte freddo della perturbazione sta entrando dalle Alpi occidentali verso il Nord-Ovest.

Durante la giornata, già parecchi temporali hanno interessato soprattutto le coste tra Liguria e Toscana, ma è adesso che la parte più intensa della perturbazione ha inizio.


In poco tempo, dai primi nuclei nel Torinese, si forma una linea temporalesca, in avanzamento verso l’Astigiano. La base, che prima era completamente nascosta dalle nubi basse, comincia a prendere maggiore definizione. Compare anche un corposo lowering a Ovest di Villafranca d’Asti (AT).



Man mano che avanza, il temporale si intensifica sempre di più. A Poco a Ovest di Asti compare una shelf cloud, che si muove molto rapidamente. Questo in genere è il segno della presenza di venti molto forti all’interno del temporale. In breve tempo devo quindi nuovamente spostarmi.






Prendo un po’ di distanza dal temporale arrivando a Felizzano (AL). Qui le colline sono più basse quindi la visuale è più aperta, e si può avere una vista d’insieme sul temporale. Sotto la shelf cloud sono presenti diversi fractus, che condensano a causa delle forti turbolenze.



A Ovest di Alessandria, la parte meridionale della linea si indebolisce perdendo la sua struttura. Rimane invece decisamente attiva la zona più settentrionale, che punta Casale Monferrato (AL) e il basso Vercellese.


Mi dirigo a Nord per intercettare questa parte del sistema. Proprio nella zona di Casale il temporale mi investe, con un potente downburst in cui è presente anche un po’ di grandine, fortunatamente di piccola dimensione.


Se vuoi supportarci, puoi effettuare una donazione via PayPal cliccando sul pulsante qui sotto!

19 agosto 2025: forte temporale sul Monferrato

Per la giornata successiva è previsto l’ingresso di una forte perturbazione sul centro-nord Italia. A questa sarà associato un fronte freddo, che porterà forti temporali su diverse zone, ponendo fine al lungo periodo di temperature ben al di sopra della media stagionale.

Già nel pomeriggio del 19 agosto, comunque, i primi temporali prefrontali potrebbero interessare il Piemonte.

Intorno alle 15:30 infatti tra Cuneese e Astigiano si formano diversi nuclei temporaleschi, anche a fondo scala, che iniziano via via a muoversi verso Nord. Sulle correnti di outflow di questi temporali nascono ulteriori nuclei poco a Nord di Asti.

Per cui esco e prendo la strada che da Trino (VC) va verso Sud, finché mi trovo davanti a un nuovo temporale in sviluppo a Cereseto (AL). Questo inizia già a presentare sul suo lato avanzante un abbozzo di nube a mensola, mentre il rovescio va via via intensificandosi.


Seguo il temporale verso Nord-Ovest in mezzo alle colline.



A Gabiano (AL) finalmente la visibilità migliora, e mi trovo davanti a una corposa shelf cloud, con alle spalle un rovescio intenso e molto concentrato, che ha tutta l’aria di essere un discreto downburst.



Il temporale punta la pianura vercellese, uscendo dalle colline nei pressi di Crescentino (VC). Da qui osservo la shelf cloud e la formazione a bocca di balena che compone la sua parte inferiore.



Accompagno poi il temporale verso Nord, il quale continua a rigenerare nuovi nuclei sul suo lato occidentale.



In zona Livorno Ferraris (VC) compare nuovamente un forte rovescio dietro la shelf.



Il sistema temporalesco andrà poi a indebolirsi a Nord di Cigliano (VC), verso il Canavese.

Se vuoi supportarci, puoi effettuare una donazione via PayPal cliccando sul pulsante qui sotto!

22 agosto 2025

15-16 agosto 2025: fulmini tra Piemonte e Lombardia

L’invecchiamento dell’anticiclone che da quasi due settimane insiste sul nostro paese permette le prime infiltrazioni di aria più fresca sulle regioni del Nord-Ovest. In questa situazione, i temporali di calore che in serata si formano sui rilievi alpini riescono a guadagnare terreno verso le pianure di alto Piemonte e Lombardia.

Nella sera del 15 agosto un sistema temporalesco originatosi nella zona del Lago Maggiore, scende verso Sud tra Vercellese e Novarese, dove produce diversi fulmini nube-suolo tra le 22 e le 23 circa. Osservo il temporale in avvicinamento da poco fuori Stroppiana (VC), fino al suo esaurimento poco prima di giungere alla mia posizione.






La sera successiva, il 16 agosto, nuovi temporali di calore, sempre in discesa dalle Alpi, interessano un’area più ampia, con alcuni nuclei sul Piemonte centro-occidentale e altri sull’Ovest Lombardia.

Dopo una prima passata piuttosto debole intorno alle 22, un nuovo nucleo temporalesco prende forma sul Vercellese occidentale. Mi porto quindi a Pertengo (VC) per osservarlo. Come la sera precedente, nonostante l’attività elettrica non sia particolarmente elevata, sono diversi i fulmini nube-suolo prodotti dal temporale.



Poco dopo una nuova cella prende forza nel Pavese. Per osservare il nuovo temporale mi sposto leggermente più a Est, a Caresana (VC).



Nella notte poi i temporali continueranno a rigenerare verso Sud arrivando fino al Cuneese.

Se vuoi supportarci, puoi effettuare una donazione via PayPal cliccando sul pulsante qui sotto!

Più popolari