30 ottobre 2024

Alluvione storica in provincia di Valencia, Spagna in ginocchio

E’ un alluvione storica quella che il 29 ottobre si è verificata soprattutto in provincia di Valencia, mettendo in ginocchio gran parte della Spagna.

Pensate che a Chiva, ad una manciata di km ad ovest di Valencia, sono caduti 490mm di pioggia in 8 ore. Un valore spropositato se si pensa che in questa località la media è di 460/470mm di pioggia in un anno.

Il bilancio è drammatico e continua a salire di ora in ora. Si parla di oltre 200vittime e centinaia di dispersi, il governo spagnolo non riesce a dare dei dati precisi in merito. Sia il traffico aereo, oltre quello in treno (ovviamente anche quello stradale) è stato distrutto rendendo molto difficoltosi i soccorsi.

Infatti è stato chiamato in aiuto l’esercito di questa nazione.

I danni lasciati dalle inondazioni ad ovest di Valencia

L’attore protagonista di quanto accaduto è un temporale alla mesoscala di tipo V-shaped nato dalla convegenza dei venti al suolo, stazionario per diverso tempo portando tantissime piogge. Non c’è stato solo questo però, pensate che lunedì sera si sono registrate anche grandinate severe fino a 7cm di diametro a El Ejido nell’Andalusia. Sono stati ben 10mila ettari di raccolto distrutto con almeno 30milioni di euro di danni all’agricoltura locale. Anche le auto e le abitazioni hanno avuto la peggio.

Ma nemmeno la grandine è bastata, infatti martedì si sono formati 3 tornado di cui uno di grado F2 vicino a Benifaió. Qui ha fatto ribaltare diversi camion danneggiandoli.

Immagine dal satellite ad infrarosso del 29/10/2024

Come mai è accaduto questo?

La stessa bassa pressione che ha insistito sulla nostra penisola la scorsa settimana con maltempo in diverse regioni, si è spostata rimanendo bloccata sulla Spagna accerchiata dall’anticiclone. Solo nel weekend si esaurirà.

In questa dinamica le temperature elevate hanno determinato fenomeni maggiori, infatti una massa d’aria più calda contiene in se maggiore vapore acqueo, e maggiori saranno le piogge che verranno scaricate.

Eventi di questa portata stanno diventando sempre più frequenti sul bacino del Mediterraneo a causa del riscaldamento globale che in questa zona presenta un suo “hot spot”. Considerate che tra la fine di luglio e la fine di settembre il Mediterraneo ha raggiunto temperature mai viste dall’inizio delle misurazioni nel 1982.

Una maggiore temperatura delle acque porta infatti ad un aumento dell’energia disponibile per la convezione, ovvero la salita verticale di una massa d’aria. Un esempio è la corrente ascendente di un temporale. L’indice che la definisce si chiama CAPE (misurato in J/kg) ed è dipendente in modo proporzionale dalla temperatura ed umidità nei bassi strati.

Temperature a 500hpa e geopotenziali il 30 ottobre – fonte Consorzio Lamma

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11 ottobre 2024

Nuova incredibile aurora boreale al Centro-Nord

Foto di Alessandro Piazza da Coniolo (AL)

E’ stata una nuova notte incredibile al Centro-Nord per l’aurora boreale. Ancora una volta dopo l’evento del maggio 2024, una delle più intense da decenni. Si è tratto infatti di una tempesta solare particolarmente intensa che ha sfiorato la classe G5 (la massima intensità quasi in una scala che va da 1 a 5).


Proprio per questo si è riuscita a vederla fino a latitudini così basse sul nostro paese. Non solo sulle Alpi, ma anche in Pianura Padana, in Liguria e fino a scendere nelle aree centrali ed in Sardegna ovviamente nubi permettendo. In certi casi il fascio di luce è arrivato al Sud Italia seppur con più difficoltà nella visione ad occhio nudo.

L’indice Kp che indica l’attività geomagnetica globale è rimasta costantemente su Kp 8, addirittura quasi 9 poco dopo la mezzanotte indicando una tempesta davvero estrema.


Alcuni dei vostri scatti

In molti casi verso il Nord del nostro paese si sono visti i pilastri di luce che danzavano nel cielo completamente tinto di rosso e con il colore verde dell’ossigeno molecolare ben visibile. Una serata storica. Si è tratto anche in questo caso di SAR, cioè l’arco aurorale stabile che comunque è un fenomeno sempre legato all’auroa.

Purtroppo l’evento non si ripeterà nei prossimi giorni. Uscirà presto un nostro video reportage su quanto accaduto.

Foto di Stefano Salvatore dalle Langhe

Ricengo (CR) - foto di Sergio Marani

Da Lorenzana, PI – foto di Alex Rossi

Como – foto di Babette Solange

Foto da Rio Lagundo/Aschbach, le Alpi del Gruppo di Tessa, i bagliori dell’aurora boreale. Foto di Andrea De Giovanni

Foto di barbara.girod da Capanna Giovanni Gnifetti sul Monte Rosa

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19 agosto 2024

7 agosto 2024: intensa linea temporalesca al Nord Italia


Un’altra giornata, quella del 7 agosto 2024, caratterizzata da un’elevata incertezza modellistica. Alcune emissioni dei principali modelli di previsione infatti vedono una passata temporalesca che coinvolgerebbe soltanto la parte orientale della Pianura Padana. Altri modelli invece prevedono il coinvolgimento anche del Piemonte, con i temporali che dovrebbero partire dalle Alpi occidentali e attraversare gran parte del Nord.


La realtà, già dal primo pomeriggio, sembra propendere per la seconda ipotesi. Infatti diversi nuclei temporaleschi iniziano a formarsi sui rilievi a Ovest di Torino. Addirittura intorno alle 15 un temporale più isolato nasce proprio a ridosso della città.

Mi muovo quindi verso Asti per essere nella posizione giusta per intercettare un’eventuale linea in avanzamento verso Est.

I temporali

Ed effettivamente i temporali partiti dalle Alpi cominciano ad avanzare formando un’estesa linea (dal Cuneese fino addirittura quasi alla Valle d’Aosta), che ingloba anche la cella torinese.

Alle 15:30 circa i temporali si trovano poco a Ovest di Asti. Mi avvicino un po’ e vedo la loro base avanzante molto scura e con un intenso rovescio alle spalle che assume i riflessi verdastri tipici della presenza di grandine.



È ora quindi subito di tornare a muovermi a Est. Sia perché ormai i temporali sono molto vicini, sia perché sulla loro corrente di outflow stanno nascendo nuove celle più a Sud-Est.

Non senza difficoltà, visto che i nuovi rovesci salgono verso Nord-Est e cercano di chiudermi “a sandwich” con la linea originaria, mi riporto davanti a tutto il sistema a Felizzano (AL). Qui i rovesci assumono un colore verde ancora più intenso, mentre la loro velocità di movimento (adesso verso Nord-Est e non più verso Est) aumenta.


Arrivo ad Alessandria, da dove osservo la linea ormai molto intensa leggermente di lato, per poi dirigermi verso Nord in modo da tornare davanti.




Infatti, a Gropello Cairoli (PV) sono nuovamente davanti alla shelf cloud, che sta avanzando velocemente verso la mia posizione.




Aspetto il suo arrivo, accompagnato da forti raffiche di vento, e poi l’idea è quella di riparami e lasciar passare il temporale. Idea che dura poco perché prima che i rovesci raggiungano la mia posizione sono già ripartito verso Milano.

Qui le basi dei temporali sono estremamente basse, il che rende l’atmosfera molto cupa e fa calare l’oscurità quasi come fosse il crepuscolo. Fortunatamente però sotto i rovesci non è più presente grandine, ma solo forte pioggia.


Nella bassa Bergamasca sbuco di nuovo davanti alla linea temporalesca, anche se troppo vicino per vedere la shelf cloud (che i forti venti stanno spingendo parecchio lontana dai temporali). In zona Cologno al Serio (BG) però a un certo punto sembra di essere in Arizona.

Il vento molto forte in uscita dal temporale solleva una quantità enorme di polvere, tanto che sembra di essere di fronte a un “haboob“, le tempeste di sabbia tipiche della stagione estiva nel Sud-Ovest degli USA.


Alla fine i venti dei downburst più intensi hanno superato anche i 100 km/h. Per quanto riguarda la grandine invece, solo nelle prime fasi nell’Astigiano si sono registrati chicchi di medie dimensioni (intorno a 3 cm).

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15 luglio 2024

12 luglio 2024: forti supercelle al Nord-Ovest


Per la giornata del 12 luglio 2024 esiste la possibilità di più passaggi temporaleschi al Nord-Ovest. Già prima dell’alba un intenso temporale ha interessato la pedemontana piemontese tra il Canavese e il Biellese.

Il passaggio più intenso però dovrebbe essere quello del pomeriggio, quando l’aria fredda in quota entrerà più decisamente sulle regioni settentrionali.


Alle 9 di mattina comunque nuovi nuclei si formano nel Torinese e avanzano rapidamente verso Est. Tra Vercellese e Pavese prende forma una discreta linea temporalesca con una shelf cloud davanti al fronte avanzante.




Il temporale arriva fino a Milano, per poi indebolirsi sull’alta Lombardia. Dopo il suo passaggio l’aria nei bassi strati diventa molto secca (si vedono molto bene le Alpi). Servirà quindi parecchio tempo perché l’atmosfera si ricarichi e sia nuovamente in grado di supportare convezione profonda.

Infatti, a partire dal primo pomeriggio, svariati temporali provano a formarsi tra Torinese e Vercellese. Tutti però fanno decisamente fatica a organizzarsi, con le basi che risultano molto alte.


Supercella di lunga durata tra Torinese e Milanese

Alle 17 però spunta un nucleo molto intenso in alta Valsusa. Potrebbe essere il segnale che l’aria fredda sta finalmente entrando (se riuscirà a sopravvivere all’ingresso in pianura). Dal Vercellese, dove sono rimasto in attesa, mi porto quindi verso Torino.


Il temporale in effetti rimane attivo avanzando verso Est. Anzi, continua a intensificarsi. A Leinì (TO) sono davanti alla struttura, che presenta già tutte le caratteristiche di una supercella. L’updraft avvitato rende molto bene l’idea della rotazione e la base si fa via via sempre più bassa e turbolenta.






Per districarmi nelle strade tra Leinì e Volpiano (TO) e riprendere l’autostrada rimango dietro il temporale, che avanza molto velocemente. Riesco a riportarmi davanti a Ovest di Borgo d’Ale.


Nel Vercellese il mesociclone si fa sempre più esteso, anche se la base sembra meno organizzata, forse per effetto dell’aria ancora un po’ troppo secca nei bassi strati.



La supercella si riorganizza più o meno all’altezza di Vercelli, da dove inizia anche a produrre grandine di medie dimensioni. Tra Vercellese e Novarese la base si abbassa nuovamente, con la formazione anche di una clear slot.



A un certo punto, quando mi trovo tra Langosco (PV) e Rosasco (PV) i fulmini nube-suolo attorno al mesociclone aumentano improvvisamente e la wall cloud è estremamente bassa. La situazione sembra favorevole alla formazione di un tornado, ma alla fine nessun vortice riesce a toccare il suolo.




La supercella continua ad avanzare verso Milano, diventando praticamente impossibile da seguire a causa anche della sua velocità di spostamento. Tra Novarese e Milanese la grandine raggiunge dimensioni davvero importanti, con alcuni chicchi anche di 8 cm di diametro.


Seconda supercella sul basso Piemonte

Un altra supercella intanto è presente molto più a Sud, tra Astigiano e Alessandrino. Anche questa al radar sembra decisamente intensa. Decido quindi di dirigermi verso Sud e intercettarla al suo arrivo su Alessandria.

Mi porto a Castellazzo Bormida (AL), da cui osservo il temporale in arrivo da Ovest. Questo al momento si trova in una fase di riorganizzazione, con una nuova wall cloud che si sta formando sotto la base.



La caratteristica principale di questa supercella però è l’attività elettrica. Attorno alla base cadono fulmini nube-suolo a ripetizione. A un certo punto addirittura un fulmine positivo si scarica lontano dal temporale, alle mie spalle!






Nella zona di Tortona (AL) il temporale inizia a dissiparsi. Sulla città di Alessandria un intenso downburst ha causato parecchi danni da raffiche di vento.


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