27 aprile 2026

Primo studio italiano su tornado mesociclonici e non mesociclonici

Siamo davvero onorati di essere tra i co-autori di questo articolo scientifico appena pubblicato sulla rivista "Atmospheric Research".


Questo il link per accedere al paper completo:


Si tratta di uno studio che per la prima volta differenzia i tornado mesociclonici da quelli non mesociclonici avvenuti sul territorio italiano, analizzando in modo approfondito le differenze di condizioni atmosferiche ad essi associate.

Tornado mesociclonici e non mesociclonici: cosa sono?

I tornado mesociclonici sono quei vortici che si formano solamente a partire da supercelle. Le supercelle sono temporali che hanno al loro interno una corrente ascensionale in rotazione antioraria, detta "mesociclone". Sotto la base del mesociclone, se le condizioni lo permettono, la rotazione può farsi via via più ristretta ed estendersi verso il basso, dando vita appunto al tornado.

Tornado mesociclonico - foto di Alessandro Piazza

I tornado non mesociclonici invece possono formarsi sotto la base di qualsiasi tipo di temporale. Generalmente si sviluppano lungo linee di convergenza tra masse d'aria diverse, che creano una rotazione su un asse orizzontale. Questa rotazione viene poi stirata verticalmente dall'updraft (la corrente ascensionale) del temporale. Solitamente risultano essere meno intensi rispetto ai tornado mesociclonici.

Tornado non mesociclonico - foto di Alessandro Piazza

Lo studio

Dai risultati dello studio emerge che i tornado mesociclonici sono associati a condizioni dalle caratteristiche ben definite, come saccature in quota e basse pressioni al suolo, e a parametri specifici più elevati (es. temperature nei bassi strati, CAPE, wind-shear di basso livello).

I tornado non mesociclonici invece sono legati a condizioni meno organizzate e con parametri più deboli.

In più, nel caso dei tornado mesociclonici che si verificano vicino alle coste, soprattutto nelle regioni di Nord-Est e di Sud-Est, sono state osservate anomalie significative della temperatura superficiale del mare, che potrebbero influenzare la formazione di questo tipo di vortici.

Infine, lo studio evidenzia una forte correlazione tra i tornado e specifiche configurazioni atmosferiche. Questo può portare a una migliore comprensione del fenomeno della tornadogenesi, migliorando quindi anche le previsioni.

Ci teniamo a ringraziare Roberto Ingrosso e il prof. Mario Marcello Miglietta per averci permesso di prendere parte a questo importante lavoro, oltre che tutti gli autori. Per noi è un grande onore aver contribuito ad ampliare la comprensione di questi fenomeni sul nostro territorio.

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Autore: ALESSANDRO PIAZZA
Sono uno stormchaser dal 2009. Mi occupo della
produzione di materiale video e fotografico sui
temporali, ma anche di didattica e divulgazione
scientifica.

26 aprile 2026

3 supercelle con intense grandinate al Nord tra il 19 e il 21 aprile

Tra il 19 e il 21 aprile, correnti più fresche settentrionali hanno portato un parziale cedimento di un robusto campo anticiclonico presente sull'Europa Occidentale. In questa configurazione le precipitazioni hanno interessato il settentrione, le aree adriatiche e parte del Sud.


Da qui l'instabilità ha preso corpo dal settentrione portando alla formazione di multicelle, ma anche di 3 supercelle temporalesche, tutte e tre originatesi dalla Lombardia (tipicamente una regione dove le correnti si dispongono in maniera ideale per la genesi di questi fenomeni).

La prima a mostrarsi è stata la più imprevista, partita dal Lago di Como è riuscita a staccarsi dai rilievi lombardi fino a deviare in moto sud verso la provincia di Monza, la parte est di Milano e anche fino a sfiorare il piacentino.
Questo temporale è stato capace di produrre grandine fino a 5cm di diametro tra le due province lombarde prima citate. Si tratta di grandinate di dimensioni mai rilevate nel mese di aprile in zona, anche se ci sono dei precedenti nel mese di marzo.

L'ulteriore ingresso in quota di aria fredda ha determinato nuovi temporali dalle prealpi lombarde che si sono successivamente spinti in moto sud-est verso il mantovano durante la sera del 20 aprile. Qui ha preso forma la 2° supercella, facendo anche un tipico split: fenomeno in cui un nucleo temporalesco si divide in due, uno con rotazione ciclonica e uno con rotazione anticiclonica. Anche a questo giro non sono mancate grandinate attorno i 3-4cm di diametro. Il temporale in moto verso Sud ha sfiorato anche la città di Bologna prima di indebolirsi.


Immagine delle fulminazioni rielaborata da Lorenzo Ghirardelli per Meteo Pazzi Goriziano

Sempre in questa fase perturbata all'alba del 21 aprile, la 3° supercella si è sviluppata sempre sulla Lombardia occidentale, partita dalla provincia di Varese, in moto sud-est ha avuto il suo apice nel pavese. A Vigevano ci sono state pesanti grandinate di media taglia (in foto), che hanno lasciato fino a  venti cm di ghiaccio al suolo e anche degli allagamenti. 

Tre eventi particolarmente intensi in così poco tempo, nonostante il non elevato carburante presente per la genesi di questi temporali, ma anche grazie l'ingresso di aria secca in quota.  Le montagne hanno aiutato l'aria a sollevarsi forzatamente, dando la spinta iniziale necessaria per far nascere il temporale. Importante è stato anche il consistente wind-shear, cioè la variazione in velocità e direzione dei venti a diverse quote.

Fa riflettere comunque la frequenza di simili temporali.


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Autore: FEDERICO BAGGIANI
Mi occupo di divulgazione scientifica nel campo della
meteorologia, con attenzione particolare
per temporali e fenomeni estremi. Gestisco
i canali social di Tornado in Italia e Meteopisano.

25 aprile 2026

Tendenza Meteo per l'ultima settimana di aprile

Buona festa della Liberazione, il regime barico sull'Europa rimane ormai consolidato anche negli ultimi giorni di aprile. Infatti l'anticiclone continuerà a insistere su buona parte dell'Europa occidentale, mentre sull'Europa orientale si dispongono fredde correnti continentali.

L'Italia si trova nel mezzo a queste due configurazioni, ragione per cui la previsione si fa ancora molto incerta oltre i 3-4 di distanza. Tuttavia lo schema è il solito, con ben poche precipitazioni sui settori occidentali del paese mentre più instabile al Nord e sui settori sud-orientali.

Nel complesso le temperature rimarranno attorno le medie del periodo o poco superiori.

Tra MARTEDI' e MERCOLEDI' potranno tornare delle piogge e temporali al Nord, a causa del transito di una goccia fredda in quota vicino le Alpi estere che causerà un calo di pressione. Successivamente poi si attiveranno le correnti orientali, che potrebbero portare instabilità al centro-sud, ma qui però l'evoluzione si fa ancora molto dubbia.


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21 aprile 2026

19 aprile 2026: intensa supercella tra Comasco e Milanese


Nella giornata del 19 aprile, complici le temperature molto alte per il periodo su tutto il Nord Italia nei giorni precedenti, l'ingresso di aria più fredda in quota da Nord-Ovest dovrebbe creare le condizioni favorevoli per il primo vero passaggio temporalesco della stagione.

Già da prima dell'alba infatti, diversi rovesci e temporali iniziano a interessare prima le zone alpine tra Lombardia e Veneto, e poi a partire dal primo pomeriggio anche le pianure fino all'Appennino Emiliano.

A questa prima fase, caratterizzata perlopiù da temporali deboli e non molto organizzati, segue una breve pausa dei fenomeni. La convezione riprende nel tardo pomeriggio, nuovamente a partire dalle Alpi, per quella che sarà la seconda passata della giornata.

Supercella lombarda

In particolare nella zona del Lago di Como intorno alle 20 nasce un nucleo che da subito si mostra piuttosto intenso al radar.

Il temporale, dapprima inserito in un sistema multicellulare assieme ad altri nuclei, via via diventa sempre più isolato, continuando a intensificarsi. La cella inizia anche a prendere una traiettoria diversa rispetto alle altre, deviando verso Sud. È chiaro che si sta sviluppando una supercella, cosa tra l'altro possibile in base all'assetto dei venti previsto dai modelli, con uno shear in grado di generare anche updraft con rotazione.

La supercella in discesa verso la Brianza osservata da Stroppiana (VC):






Scansione radar del temporale:


Dal comasco, la supercella punta la Brianza e il Milanese. In queste zone, intorno alle 21:30, raggiunge la massima intensità (evidenziata anche dalla presenza di una corposa e persistente overshooting top al di sopra della sua incudine), scaricando chicchi di grandine decisamente grandi per il periodo (3-4 cm di media, con punte fino a 5 cm a Nord-Est di Milano.

Il temporale sul Milanese con l'upraft scolpito dalla rotazione e la sua overshooting top:







Chicchi di grandine caduti a Nord-Est di Milano:



La supercella rimane attiva fino al Lodigiano, anche se con intensità inferiore (verrà registrata solamente grandine di piccola taglia), fino alla sua dissoluzione alle porte del Piacentino.




Grandine record

Per quanto riguarda la Lombardia, si tratta del record di dimensione della grandine per il mese di aprile. L'evento è dovuto al contrasto tra le temperature nei bassi strati molto elevate (anche oltre 27°C) e l'aria molto fredda in ingresso in quota.


Questo contrasto ha permesso alla corrente ascensionale all'interno del cumulonembo di essere abbastanza intensa da reggere l'accrescimento dei chicchi di grandine fino a dimensioni e peso considerevoli, prima che la gravità li costringesse a cadere verso il basso.

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Autore: ALESSANDRO PIAZZA
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16 aprile 2026

Non 1 ma ben 3 tornado F5 in Italia

Grazie a nuove analisi storiche, il bilancio dei tornado F5 (parliamo di venti all'interno superiori ai 400km/h) in Italia non è più fermo al famoso tornado del Montello, ma a questo si aggiungono il tornado di Catania e quello di Valle Scuropasso (PV).
Il nostro paese quindi si piazza al 2° posto per i tornado più intensi nel mondo, solo gli USA ci superano nel numero di vortici così intensi.

Immagine a cura di Tornado in Italia

Ecco qui i dati principali di queste trombe d'aria:

- Il 7 ottobre 1884 un tornado di intensità F5 colpì la piana di Catania percorrendo circa 30 chilometri, causando 28 morti e circa 600 feriti.

- il 24 luglio 1930 il tornado del Montello, percorse 36 chilometri e causò 21 morti e oltre 102 feriti, raggiungendo anch'esso l'intensità F5.

- Il 16 giugno 1957 un tornado F5 si abbatté sulla Valle Scuropasso, in provincia di Pavia, percorrendo oltre 3 chilometri e provocando 6 morti e almeno 31 feriti.

La nota che più ci preme sottolineare è che simili fenomeni purtroppo possono ben ripresentarsi anche nei prossimi anni, anche dal 2000 ad oggi alcuni vortici intensi ci sono stati. Rimane quindi fondamentale il lavoro che molte pagine social fanno di seguire in diretta i fenomeni severi. Allertare la popolazione su fenomeni così localizzati nello spazio e nel tempo, risulta ancora molto difficile. A questo poi bisogna metterci una carenza delle persone sulla cultura dell'autoprotezione.

Cerchiamo quindi di collaborare tutti il più possibile per far sì di mitigare l'impatto di tornado così estremi. Ringraziamo Pretemp - Previsioni Temporali, Federico Pavan e l'ESSL per la ricostruzione.

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Autore: FEDERICO BAGGIANI
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