22 giugno 2026

NON E' UN'ONDATA DI CALDO MA PURO MALESSERE

 La fase di caldo africano che stiamo vivendo in questo mese di giugno sarà davvero eccezionale, soprattutto per la sua durata: si prevede infatti che supererà le due settimane. Forse solo nei primi giorni di luglio si registrerà un calo termico, ma siamo ancora troppo lontani per avere una previsione affidabile.

In questa mappa abbiamo voluto inserire le temperature massime più elevate che si registreranno in Europa nei prossimi sette giorni. Come si può ben vedere, da Londra e Berlino in giù si arriverà a raggiungere o sfiorare i 40°C, in zone dove la popolazione non è certamente abituata e dove pochissimi dispongono dell'aria condizionata. Per noi l'apice del caldo si raggiungerà proprio negli ultimi 3-4 giorni di giugno raggiungendo valori simili al Centro-Nord e Sardegna. Non mancheranno isolati temporali pomeridiani al Nord e sulle aree tirreniche oltre che sui rilievi.

I valori maggiori si registreranno in Francia, dove si potrebbe sfiorare il primato nazionale assoluto di 46°C, raggiunto nel giugno 2019 ma in una fase di caldo ben più breve di questa. Pensate che in territorio francese, da ieri e fino a giovedì, si supereranno costantemente i 40°C; anche Parigi andrà oltre questa soglia, mettendo a rischio i precedenti record.



Per la nazione francese, questa ondata di calore potrebbe addirittura eguagliare o superare quella storica del 2003, un picco che pensavamo non potesse essere raggiunto di nuovo in così poco tempo. E invece, eccoci qui. Per fare fronte a questa emergenza, i nostri vicini francesi stanno chiudendo le scuole, limitando la circolazione dei mezzi di trasporto su rotaia e riducendo drasticamente gli eventi all'aperto.

Si tratta di impatti che avranno effetti diretti sulla salute umana, con il rischio che altre migliaia di persone perdano la vita in questa ondata di caldo storica. Anche i ghiacciai, la vegetazione e tutto l'ambiente circostante saranno duramente colpiti.

Invece di limitarsi a pensare "Che bella l'estate, deve fare caldo", forse è il caso di darsi una mossa per mitigare gli effetti di questa stagione e adattarsi a un clima ormai sempre più infernale. 

Speriamo ai primi di luglio di avere la fine di questa fase di maltempo anticiclonico, vedremo nei prossimi aggiornamenti. 

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Autore: FEDERICO BAGGIANI
Mi occupo di divulgazione scientifica nel campo della
meteorologia, con attenzione particolare
per temporali e fenomeni estremi. Gestisco
i canali social di Tornado in Italia e Meteopisano.

17 giugno 2026

2° ondata di caldo 17-30 giugno

 🔺🔺🔺 FASE DI MALTEMPO ANTICICLONICO FINO ALLA FINE DI GIUGNO

Questa nuova ondata di caldo sarà a tutti gli effetti una vera fase di maltempo (inizierà il 17 giugno e finirà forse il 30?). Non è passato molto dalla precedente tra fine maggio e i primi giorni di giugno eppure rieccoci qua, a causa di un abbassamento del getto polare sull'Oceano Atlantico che attiverà in risposta la risalita di aria sub-tropicale dall'Africa.

Di seguito vi spieghiamo il motivo perchè è giusto definirla come cattivo tempo:

- Le temperature saranno di almeno 5-8°C superiori alle medie del periodo.

- Caldo a oltranza: registreremo massime tra i 35°C e i 38°C dal weekend fino a data da destinarsi. Tra la Francia e la Penisola Iberica si supereranno i 40°C. 

Fonte Ecmwf

-Pericolo per la salute: una fase di caldo così intensa e duratura mette a repentaglio la vita delle persone, soprattutto quelle più fragili e anziane. Inoltre, svolgere lavori faticosi all'aperto nelle ore centrali della giornata espone i lavoratori a un grave rischio di colpi di calore.

-Insieme alle temperature aumenterà l'afa. Anche di notte la calura si farà sentire, con minime che difficilmente scenderanno sotto i 20°C.

-Danni alla vegetazione: temperature costantemente vicine o superiori ai 35°C causano un elevato stress idrico, che può portare alla morte delle piante.

-Mari caldi: l'aumento delle temperature marine ridurrà drasticamente l'effetto mitigatore della brezza.

-Rischio incendi: i terreni diventeranno sempre più secchi, aumentando esponenzialmente il rischio di incendi.

PS Non mancheranno comunque dei temporali pomeridiani soprattutto a ridosso dei rilievi, tali fenomeni causeranno un calo termico momentaneo solo dove pioverà

Temperature per il 22 giugno - fonte Consorzio Lamma 


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Autore: FEDERICO BAGGIANI
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13 giugno 2026

8 giugno 2026: fulmini a Nord di Vercelli


Nella serata dell'8 giugno diversi nuclei temporaleschi si sviluppano sull'alto Piemonte. In particolare nel Torinese si forma una cella piuttosto isolata e intensa, che lentamente si muove verso Sud-Est interessando la pianura a Sud di Torino. L'incudine di questo temporale si estende invece verso Est, portando pioggia moderata fino al Vercellese. Pioggia che si rivelerà davvero fastidiosa in seguito.

Intanto un altro temporale, nato più o meno sul Biellese, spostandosi a Est-Sud-Est inizia a dare segni di intensificazione. Giunto a Nord di Vercelli, si organizza in una piccola linea e incomincia a produrre fulmini nube-suolo a ripetizione.



Lo osservo da appena a Sud di Vercelli, una zona che, come scritto in precedenza, rimane sempre sotto le precipitazioni che cadono dall'incudine del temporale torinese.





La pioggia costante non crea problemi tanto alle riprese fotografiche, perché per fortuna non c'è vento e quindi la lente non viene bagnata, quanto alla fotocamera stessa, che a fine serata si ritroverà con l'acqua fin dentro il display. Sono state necessarie quasi 24 ore perché le chiazze di bagnato sparissero dallo schermo!


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Autore: ALESSANDRO PIAZZA
Sono uno stormchaser dal 2009. Mi occupo della
produzione di materiale video e fotografico sui
temporali, ma anche di didattica e divulgazione
scientifica.

10 giugno 2026

Rischio di forti temporali al Nord, mercoledì 10 giugno

 Mentre si susseguono in queste ore forti temporali ancora sulle aree alpine e prealpine nella seconda parte di oggi tornerà il rischio di eventi importanti nelle pianure del settentrione.


Nel corso del pomeriggio-sera l'ingresso di una dryline sempre dalla Padana meridionale, andrà a convergere con i venti settentrionali dalle Alpi e anche lo Scirocco in ingresso sull'alto Adriatico (proprio qui c'è il maggior rischio di supercelle tornadiche). Oltre a questo avremo aria più fredda in quota in ingresso, non mancherà insomma l'energia per la genesi di temporali accompagnata anche dallo shear.

Avremo quindi lo sviluppo sia di multicelle, ma anche supercelle più probabili nelle aree a nord del Po in particolare tra Piemonte orientale, la Lombardia e il Triveneto. Da questi temporali si potrà avere grandine di media-grossa taglia, nubifragi e raffiche di vento.




Sulle aree alpine invece da fare attenzione per le piogge abbondanti ed insistenti con rischio di frane o allagamenti.

Migliora in nottata.
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Autore: FEDERICO BAGGIANI
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07 giugno 2026

5 giugno 2026: temporale notturno a Nord di Milano


Nella tarda serata di venerdì 5 giugno un sistema temporalesco multicellulare si sviluppa sulla Lombardia centro-settentrionale. Se però i primi nuclei, nati poco a Sud-Est del Lago Maggiore, fanno fatica a fare fulmini, le celle che si formano più tardi nell'area del Milanese settentrionale mostrano subito un'intensa attività elettrica.

> GUARDA IL VIDEO DELLA CACCIA

Il temporale tra Milano Nord e la Brianza:






Sulla corrente in uscita dalle celle del Nord Milanese, si formano nuovi cumuli più a Sud-Ovest, che in breve tempo evolvono in celle temporalesche. La frequenza di fulminazioni in questa parte del sistema, che dalla mia posizione nel Piemonte orientale va a coprire le celle più a Nord-Est, è però inferiore.






I diversi nuclei temporaleschi finiscono poi per unirsi in un unico ammasso che lentamente si sposta verso le Alpi, ma l'attività non sarà più intensa come prima.

A causa del loro carattere stazionario, i temporali sul Milanese hanno riversato una gran quantità di pioggia (unita anche a grandine di piccole dimensioni) in aree ristrette, con accumuli anche superiori a 100 mm.

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Autore: ALESSANDRO PIAZZA
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04 giugno 2026

2 giugno 2026: supercella HP tra Torinese e Pavese


Intorno alle 16 è atteso l'ingresso di un fronte freddo da Ovest sul Nord Italia. Questo dovrebbe innescare la formazione di temporali a partire dalle Alpi occidentali, in moto verso le pianure di Piemonte e Lombardia, proprio sotto la spinta del fronte.

Le condizioni sono propizie anche per la formazione di temporali supercellulari. Lo shear del vento infatti, sia in velocità che in direzione, è piuttosto elevato, mentre l'energia per i temporali è garantita dal lungo periodo precedente con temperature ben oltre la media del periodo.


Proprio poco prima delle 16, con il fronte orma sulle Alpi, si accendono i primi nuclei sul Torinese, inizialmente sia a Nord, verso il Canavese, che a Sud del Po. In breve però appare chiaro come la cella dominante si appresti a diventare quella a Nord, che intanto si inizia a organizzare meglio proprio poco sopra il fiume, a Est di Torino.


Man mano che avanza verso Est il temporale si rinforza sempre più. A causa della grande umidità presente nei bassi strati, la base in questa fase è molto bassa e turbolenta, anche se la struttura non assume ancora una forma definita. È piuttosto un agglomerato di nubi basse che seguono le tracce dell'aria aspirata dall'esterno verso il temporale.



A Ovest di Crescentino (VC), tra Torinese e Basso Vercellese, il temporale inizia a strutturarsi meglio. Il vento di inflow da Est rinforza, la frequenza dei fulmini aumenta e compare anche una base più definita.






È in questa fase che un violento downburst colpisce la zona tra Borgo Revel (TO) e Crescentino (VC), con venti prossimi a 100 km/h, causando parecchi danni. Si registra anche grandine di medio-grandi dimensioni (circa 5-6 cm) poco più a Sud, tra le colline torinesi e il Monferrato.

Il fondoscala al radar è molto ampio, ma dopo la prima fase di organizzazione, visivamente il temporale perde le sue caratteristiche. Infatti si formano due rovesci proprio davanti alla struttura, che assieme a una quantità spropositata di nubi basse dovuta all'aria satura nei bassi strati la nascondono completamente.

Solo alcune caratteristiche, come la forma al radar e il fatto che sia presente, oltre che quella sotto alla base visibile, anche un'area delle precipitazioni più spostata a Nord, dove tra l'altro cadono la maggior parte dei fulmini, fa intuire di essere davanti a una supercella di tipo HP, quindi con le precipitazioni che cadono anche al di sotto dell'area del mesociclone.

Il temporale a Casale Monferrato (AL), con la struttura nascosta dai rovesci e dalle nubi basse:





Solo al suo ingresso nel Pavese, complice probabilmente l'aria nei bassi strati meno umida, la struttura si pulisce facendo emergere le classiche caratteristiche da supercella HP.

Breme (PV) - inizia ad apparire la struttura:




Lomello (PV) - struttura della supercella HP con l'area principale delle precipitazioni sulla destra e il mesociclone alla sinistra, sotto la cui base cade un intenso rovescio verdeggiante:




Giunto a circa 20 km a Ovest di Pavia, il temporale inizia a indebolirsi, con la struttura che scompare velocemente inghiottita dalla pioggia. Rimane comunque sempre una vigorosa attività elettrica, con parecchi fulmini anche nube-suolo.


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Autore: ALESSANDRO PIAZZA
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