13 giugno 2026

8 giugno 2026: fulmini a Nord di Vercelli


Nella serata dell'8 giugno diversi nuclei temporaleschi si sviluppano sull'alto Piemonte. In particolare nel Torinese si forma una cella piuttosto isolata e intensa, che lentamente si muove verso Sud-Est interessando la pianura a Sud di Torino. L'incudine di questo temporale si estende invece verso Est, portando pioggia moderata fino al Vercellese. Pioggia che si rivelerà davvero fastidiosa in seguito.

Intanto un altro temporale, nato più o meno sul Biellese, spostandosi a Est-Sud-Est inizia a dare segni di intensificazione. Giunto a Nord di Vercelli, si organizza in una piccola linea e incomincia a produrre fulmini nube-suolo a ripetizione.



Lo osservo da appena a Sud di Vercelli, una zona che, come scritto in precedenza, rimane sempre sotto le precipitazioni che cadono dall'incudine del temporale torinese.





La pioggia costante non crea problemi tanto alle riprese fotografiche, perché per fortuna non c'è vento e quindi la lente non viene bagnata, quanto alla fotocamera stessa, che a fine serata si ritroverà con l'acqua fin dentro il display. Sono state necessarie quasi 24 ore perché le chiazze di bagnato sparissero dallo schermo!


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Autore: ALESSANDRO PIAZZA
Sono uno stormchaser dal 2009. Mi occupo della
produzione di materiale video e fotografico sui
temporali, ma anche di didattica e divulgazione
scientifica.

10 giugno 2026

Rischio di forti temporali al Nord, mercoledì 10 giugno

 Mentre si susseguono in queste ore forti temporali ancora sulle aree alpine e prealpine nella seconda parte di oggi tornerà il rischio di eventi importanti nelle pianure del settentrione.


Nel corso del pomeriggio-sera l'ingresso di una dryline sempre dalla Padana meridionale, andrà a convergere con i venti settentrionali dalle Alpi e anche lo Scirocco in ingresso sull'alto Adriatico (proprio qui c'è il maggior rischio di supercelle tornadiche). Oltre a questo avremo aria più fredda in quota in ingresso, non mancherà insomma l'energia per la genesi di temporali accompagnata anche dallo shear.

Avremo quindi lo sviluppo sia di multicelle, ma anche supercelle più probabili nelle aree a nord del Po in particolare tra Piemonte orientale, la Lombardia e il Triveneto. Da questi temporali si potrà avere grandine di media-grossa taglia, nubifragi e raffiche di vento.




Sulle aree alpine invece da fare attenzione per le piogge abbondanti ed insistenti con rischio di frane o allagamenti.

Migliora in nottata.
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Autore: FEDERICO BAGGIANI
Mi occupo di divulgazione scientifica nel campo della
meteorologia, con attenzione particolare
per temporali e fenomeni estremi. Gestisco
i canali social di Tornado in Italia e Meteopisano.

07 giugno 2026

5 giugno 2026: temporale notturno a Nord di Milano


Nella tarda serata di venerdì 5 giugno un sistema temporalesco multicellulare si sviluppa sulla Lombardia centro-settentrionale. Se però i primi nuclei, nati poco a Sud-Est del Lago Maggiore, fanno fatica a fare fulmini, le celle che si formano più tardi nell'area del Milanese settentrionale mostrano subito un'intensa attività elettrica.

> GUARDA IL VIDEO DELLA CACCIA

Il temporale tra Milano Nord e la Brianza:






Sulla corrente in uscita dalle celle del Nord Milanese, si formano nuovi cumuli più a Sud-Ovest, che in breve tempo evolvono in celle temporalesche. La frequenza di fulminazioni in questa parte del sistema, che dalla mia posizione nel Piemonte orientale va a coprire le celle più a Nord-Est, è però inferiore.






I diversi nuclei temporaleschi finiscono poi per unirsi in un unico ammasso che lentamente si sposta verso le Alpi, ma l'attività non sarà più intensa come prima.

A causa del loro carattere stazionario, i temporali sul Milanese hanno riversato una gran quantità di pioggia (unita anche a grandine di piccole dimensioni) in aree ristrette, con accumuli anche superiori a 100 mm.

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Autore: ALESSANDRO PIAZZA
Sono uno stormchaser dal 2009. Mi occupo della
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04 giugno 2026

2 giugno 2026: supercella HP tra Torinese e Pavese


Intorno alle 16 è atteso l'ingresso di un fronte freddo da Ovest sul Nord Italia. Questo dovrebbe innescare la formazione di temporali a partire dalle Alpi occidentali, in moto verso le pianure di Piemonte e Lombardia, proprio sotto la spinta del fronte.

Le condizioni sono propizie anche per la formazione di temporali supercellulari. Lo shear del vento infatti, sia in velocità che in direzione, è piuttosto elevato, mentre l'energia per i temporali è garantita dal lungo periodo precedente con temperature ben oltre la media del periodo.


Proprio poco prima delle 16, con il fronte orma sulle Alpi, si accendono i primi nuclei sul Torinese, inizialmente sia a Nord, verso il Canavese, che a Sud del Po. In breve però appare chiaro come la cella dominante si appresti a diventare quella a Nord, che intanto si inizia a organizzare meglio proprio poco sopra il fiume, a Est di Torino.


Man mano che avanza verso Est il temporale si rinforza sempre più. A causa della grande umidità presente nei bassi strati, la base in questa fase è molto bassa e turbolenta, anche se la struttura non assume ancora una forma definita. È piuttosto un agglomerato di nubi basse che seguono le tracce dell'aria aspirata dall'esterno verso il temporale.



A Ovest di Crescentino (VC), tra Torinese e Basso Vercellese, il temporale inizia a strutturarsi meglio. Il vento di inflow da Est rinforza, la frequenza dei fulmini aumenta e compare anche una base più definita.






È in questa fase che un violento downburst colpisce la zona tra Borgo Revel (TO) e Crescentino (VC), con venti prossimi a 100 km/h, causando parecchi danni. Si registra anche grandine di medio-grandi dimensioni (circa 5-6 cm) poco più a Sud, tra le colline torinesi e il Monferrato.

Il fondoscala al radar è molto ampio, ma dopo la prima fase di organizzazione, visivamente il temporale perde le sue caratteristiche. Infatti si formano due rovesci proprio davanti alla struttura, che assieme a una quantità spropositata di nubi basse dovuta all'aria satura nei bassi strati la nascondono completamente.

Solo alcune caratteristiche, come la forma al radar e il fatto che sia presente, oltre che quella sotto alla base visibile, anche un'area delle precipitazioni più spostata a Nord, dove tra l'altro cadono la maggior parte dei fulmini, fa intuire di essere davanti a una supercella di tipo HP, quindi con le precipitazioni che cadono anche al di sotto dell'area del mesociclone.

Il temporale a Casale Monferrato (AL), con la struttura nascosta dai rovesci e dalle nubi basse:





Solo al suo ingresso nel Pavese, complice probabilmente l'aria nei bassi strati meno umida, la struttura si pulisce facendo emergere le classiche caratteristiche da supercella HP.

Breme (PV) - inizia ad apparire la struttura:




Lomello (PV) - struttura della supercella HP con l'area principale delle precipitazioni sulla destra e il mesociclone alla sinistra, sotto la cui base cade un intenso rovescio verdeggiante:




Giunto a circa 20 km a Ovest di Pavia, il temporale inizia a indebolirsi, con la struttura che scompare velocemente inghiottita dalla pioggia. Rimane comunque sempre una vigorosa attività elettrica, con parecchi fulmini anche nube-suolo.


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Autore: ALESSANDRO PIAZZA
Sono uno stormchaser dal 2009. Mi occupo della
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01 giugno 2026

Fine dell'Ondata di Caldo, arrivano forti temporali e calo termico

Nella giornata di martedì avremo ufficialmente la fine della notevole e precoce ondata di caldo che ci accompagna ormai da una decina di giorni. Infatti avremo il transito di due impulsi perturbati accompagnati da aria fredda in quota che riusciranno a rimescolare l'atmosfera e quindi portare un abbassamento definitivo delle temperature riallineandole su valori tipici per il mese di giugno.

Questa fase di caldo vivibile probabilmente durerà fino a venerdì, poi potrebbe tornare ad aumentare la pressione.

Tornando alla giornata di martedì avremo due impulsi in transito. Il primo, porterà rovesci o forti temporali già in nottata tra l'alto Piemonte e la Lombardia settentrionale, in estensione al mattino al resto di questa regione e successivamente anche al Triveneto e l'Emilia-Romagna centro-settentrionale entro il pomeriggio-sera.

Nel frattempo, un secondo impulso prenderà corpo sul Piemonte occidentale in moto verso est nel primo pomeriggio, estendendosi a tutta questa regione, alla Liguria, Emilia ed aree a nord del Po.

Date le correnti sud-occidentali i nuclei temporaleschi si muoveranno verso est/nord-est. Maggior energia per i fenomeni temporaleschi sarà attorno al Po con la possibilità di formazione di multicelle (come vasti ammassi temporaleschi anche lineari) e supercelle. Quest'ultime più probabili in caso di maggior spazio disponibile alla loro organizzazione.

Accumuli pluviometrici tra le 12-24 di martedì - fonte Consorzio Lamma


In tutto questo sarà possibile avere nubifragi, grandine fino a media-grossa taglia e raffiche di vento. Alcune aree quindi potrebbero avere anche più di un passaggio temporalesco.Rovesci e temporali che potranno raggiungere anche la Toscana a fine giornata.

MERCOLEDI' ancora instabilità rimarrà presente al Nord-est, ma in estensione alle aree interne centro-meridionali. Probabilmente non saranno interessate solo le Isole Maggiori e buona parte della Calabria. Temperature massime in calo tra 24/28°C

Temperature a 5500m e geopotenziali per mercoledì - fonte Consorzio Lamma


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