21 aprile 2026

19 aprile 2026: intensa supercella tra Comasco e Milanese


Nella giornata del 19 aprile, complici le temperature molto alte per il periodo su tutto il Nord Italia nei giorni precedenti, l'ingresso di aria più fredda in quota da Nord-Ovest dovrebbe creare le condizioni favorevoli per il primo vero passaggio temporalesco della stagione.

Già da prima dell'alba infatti, diversi rovesci e temporali iniziano a interessare prima le zone alpine tra Lombardia e Veneto, e poi a partire dal primo pomeriggio anche le pianure fino all'Appennino Emiliano.

A questa prima fase, caratterizzata perlopiù da temporali deboli e non molto organizzati, segue una breve pausa dei fenomeni. La convezione riprende nel tardo pomeriggio, nuovamente a partire dalle Alpi, per quella che sarà la seconda passata della giornata.

Supercella lombarda

In particolare nella zona del Lago di Como intorno alle 20 nasce un nucleo che da subito si mostra piuttosto intenso al radar.

Il temporale, dapprima inserito in un sistema multicellulare assieme ad altri nuclei, via via diventa sempre più isolato, continuando a intensificarsi. La cella inizia anche a prendere una traiettoria diversa rispetto alle altre, deviando verso Sud. È chiaro che si sta sviluppando una supercella, cosa tra l'altro possibile in base all'assetto dei venti previsto dai modelli, con uno shear in grado di generare anche updraft con rotazione.

La supercella in discesa verso la Brianza osservata da Stroppiana (VC):






Scansione radar del temporale:


Dal comasco, la supercella punta la Brianza e il Milanese. In queste zone, intorno alle 21:30, raggiunge la massima intensità (evidenziata anche dalla presenza di una corposa e persistente overshooting top al di sopra della sua incudine), scaricando chicchi di grandine decisamente grandi per il periodo (3-4 cm di media, con punte fino a 5 cm a Nord-Est di Milano.

Il temporale sul Milanese con l'upraft scolpito dalla rotazione e la sua overshooting top:







Chicchi di grandine caduti a Nord-Est di Milano:



La supercella rimane attiva fino al Lodigiano, anche se con intensità inferiore (verrà registrata solamente grandine di piccola taglia), fino alla sua dissoluzione alle porte del Piacentino.




Grandine record

Per quanto riguarda la Lombardia, si tratta del record di dimensione della grandine per il mese di aprile. L'evento è dovuto al contrasto tra le temperature nei bassi strati molto elevate (anche oltre 27°C) e l'aria molto fredda in ingresso in quota.


Questo contrasto ha permesso alla corrente ascensionale all'interno del cumulonembo di essere abbastanza intensa da reggere l'accrescimento dei chicchi di grandine fino a dimensioni e peso considerevoli, prima che la gravità li costringesse a cadere verso il basso.

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