26 aprile 2026

3 supercelle con intense grandinate al Nord tra il 19 e il 21 aprile

Tra il 19 e il 21 aprile, correnti più fresche settentrionali hanno portato un parziale cedimento di un robusto campo anticiclonico presente sull'Europa Occidentale. In questa configurazione le precipitazioni hanno interessato il settentrione, le aree adriatiche e parte del Sud.


Da qui l'instabilità ha preso corpo dal settentrione portando alla formazione di multicelle, ma anche di 3 supercelle temporalesche, tutte e tre originatesi dalla Lombardia (tipicamente una regione dove le correnti si dispongono in maniera ideale per la genesi di questi fenomeni).

La prima a mostrarsi è stata la più imprevista, partita dal Lago di Como è riuscita a staccarsi dai rilievi lombardi fino a deviare in moto sud verso la provincia di Monza, la parte est di Milano e anche fino a sfiorare il piacentino.
Questo temporale è stato capace di produrre grandine fino a 5cm di diametro tra le due province lombarde prima citate. Si tratta di grandinate di dimensioni mai rilevate nel mese di aprile in zona, anche se ci sono dei precedenti nel mese di marzo.

L'ulteriore ingresso in quota di aria fredda ha determinato nuovi temporali dalle prealpi lombarde che si sono successivamente spinti in moto sud-est verso il mantovano durante la sera del 20 aprile. Qui ha preso forma la 2° supercella, facendo anche un tipico split: fenomeno in cui un nucleo temporalesco si divide in due, uno con rotazione ciclonica e uno con rotazione anticiclonica. Anche a questo giro non sono mancate grandinate attorno i 3-4cm di diametro. Il temporale in moto verso Sud ha sfiorato anche la città di Bologna prima di indebolirsi.


Immagine delle fulminazioni rielaborata da Lorenzo Ghirardelli per Meteo Pazzi Goriziano

Sempre in questa fase perturbata all'alba del 21 aprile, la 3° supercella si è sviluppata sempre sulla Lombardia occidentale, partita dalla provincia di Varese, in moto sud-est ha avuto il suo apice nel pavese. A Vigevano ci sono state pesanti grandinate di media taglia (in foto), che hanno lasciato fino a  venti cm di ghiaccio al suolo e anche degli allagamenti. 

Tre eventi particolarmente intensi in così poco tempo, nonostante il non elevato carburante presente per la genesi di questi temporali, ma anche grazie l'ingresso di aria secca in quota.  Le montagne hanno aiutato l'aria a sollevarsi forzatamente, dando la spinta iniziale necessaria per far nascere il temporale. Importante è stato anche il consistente wind-shear, cioè la variazione in velocità e direzione dei venti a diverse quote.

Fa riflettere comunque la frequenza di simili temporali.


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Autore: FEDERICO BAGGIANI
Mi occupo di divulgazione scientifica nel campo della
meteorologia, con attenzione particolare
per temporali e fenomeni estremi. Gestisco
i canali social di Tornado in Italia e Meteopisano.

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