26 maggio 2026

Fine maggio di caldo record

Alcune riflessioni su questa eccezionale ondata di caldo che sta interessando il Centro-Nord Italia.

Dopo i primi venti giorni di maggio, caratterizzati in molte aree da temperature in media o addirittura sotto media, è arrivata una poderosa ondata di caldo di matrice africana. Tra martedì e mercoledì, in alcune zone della Pianura Padana le temperature massime potranno superare i 35-36°C: valori che si collocano ben 10-12 gradi sopra le medie climatiche del periodo.

Negli ultimi decenni ci siamo abituati a vedere i 30°C raggiunti o superati almeno una volta verso la fine di maggio, ma qui stiamo parlando di qualcosa di decisamente più raro, se non quasi senza precedenti.

Un precedente storico però in realta esiste: tra il 20 e il 22 maggio 1953. Di quell'episodio non dispongo di molti dati, ma sappiamo che si raggiunsero 33-34°C a Milano e gli incredibili 35,8°C a Torino, un valore che sarebbe notevole persino in pieno luglio. È probabile che quel record rimanga imbattuto anche questa volta, anche se potrebbe essere avvicinato.

Questo, però, non deve portare a sottovalutare il riscaldamento climatico in corso. Un evento può essere definito estremo anche senza stabilire nuovi record assoluti, soprattutto quando i record esistenti sono così eccezionali. Ciò non toglie che alcune stazioni potrebbero comunque registrare nuovi primati per il mese di maggio. Oltralpe si è raggiunti i 34,8°C a Londra un valore da primato assoluto per il mese, in Francia anche stanno cadendo centinaia di record mensili ed è l'ondata di caldo più precoce della storia locale.




A testimonianza dell'eccezionalità di quell'episodio del 1953, vale la pena ricordare cosa accadde subito dopo. Il 23 maggio, il margine di una goccia fredda più instabile innescò uno dei più violenti temporali mai documentati nel Nord-Ovest italiano. Alle 19:30, le raffiche discendenti generate da una supercella — probabilmente superiori ai 150 km/h — provocarono il crollo dei 47 metri sommitali della guglia della Mole Antonelliana di Torino, che si abbatterono sugli edifici sottostanti.

Più calore significa più energia disponibile per i temporali. E in un clima che si riscalda, la quantità di energia potenzialmente a disposizione dei fenomeni convettivi aumenta. Questo non significa necessariamente che ogni ondata di caldo sarà seguita da eventi estremi, ma il potenziale energetico accumulato sarà certamente elevato.

Un ultima cosa: il riscaldamento globale, non implica la scomparsa delle fasi fresche: lo abbiamo visto proprio quest'anno, con una prima parte del mese più fredda della norma. Tuttavia, gli ultimi 7-10 giorni saranno così caldi da riportare probabilmente la media termica mensile sopra i valori climatologici di riferimento

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Autore: FEDERICO BAGGIANI
Mi occupo di divulgazione scientifica nel campo della
meteorologia, con attenzione particolare
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21 maggio 2026

1° ondata di caldo estivo a fine maggio

 Dopo una prima parte di maggio fresca ed instabile tra oggi giovedì 21 maggio e la prossima settimana si presenterà la 1° ondata di caldo al Centro-Nord. Per diversi giorni infatti le temperature in queste zone saranno mediamente di 6°C sopra le medie del periodo.

L'anticiclone africano sarà bloccato su buona parte del Mediterraneo centro-occidentale a causa delle perturbazioni atlantiche ferme in Oceano e la discesa di correnti più fresche sull'Europa orientale.

Verrà così sollevata aria molto calda che si trascinerà già in questo fine settimana portando i primi 30°C nelle aree interne del Centro-Nord. Addirittura nella Penisola Iberica si andrà vicini i 40°C.

 Questa configurazione meteorologica schiaccia l'aria verso il basso, comprimendola e surriscaldandola progressivamente man mano che si avvicina al suolo. Il fenomeno intrappola il calore negli strati atmosferici inferiori, impedendo la circolazione dei venti e la formazione di perturbazioni. 

Fino a mercoledì saremo nell'apice di questa fase calda, con addirittura i primi 35°C in arrivo in Pianura Padana. Temperature di almeno 10°C sopra le medie del periodo. Probabilmente anche al meridione arriveremo sopra i 30°C localmente. Lo zero termico volerà sopra i 4000m con un'importante fusione dei ghiacciai, per questo si tratta di un valore anormale anche nel pieno della stagione estiva.


Anomalie temperature al suolo tra il 25 maggio e il 1 giugno - fonte Ecmwf

FINO A QUANDO TUTTO QUESTO? Alcuni modelli intravedono l'ingresso di correnti relativamente più fresche da est tra il 28-29maggio. Questo oltre a portare temporali su alcune regioni, farà abbassare le temperature riposizionandole più vicine alle medie del periodo. Tuttavia c'è dell'incertezza in merito.


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16 maggio 2026

Un Maggio molto attivo per i tornado

Siamo a metà maggio 2026 ed è già il mese di maggio con più tornado registrati dal 2014 a oggi. Infatti, si sono registrati circa 15 tornado sul nostro Paese; il precedente primato spettava al maggio 2024 con 12 eventi, mentre la media per questo mese dovrebbe essere di circa 5. Questo elevato numero di vortici testimonia un mese accompagnato da una grande instabilità, anche se, per fortuna, tutte le trombe d’aria sono state di debole intensità.

Non è possibile legare direttamente quanto accaduto ai cambiamenti climatici, in quanto i dati vengono raccolti da relativamente poco tempo e, in ogni caso, si tratta di eventi minori. Inoltre, i vortici principali (di grado F1) hanno interessato la regione del Veneto (come quelli di Verona e del Delta del Po), che rientra tra le aree più soggette ai tornado d’Italia.

In Pianura Padana, specie nella parte centro-orientale, si formano spesso supercelle capaci di generare tornado. Questo accade nella zona di confluenza tra l’aria caldo-umida in ingresso dal Mar Adriatico, una massa d’aria più secca discendente dall’Appennino e un’altra massa d’aria più fresca proveniente dalle Alpi. Qui si crea il cosiddetto "punto triplo", cioè il punto di incontro tra queste tre differenti masse d’aria; in questo settore, l’accumulo di umidità e il forte wind shear nei bassi strati atmosferici generano le condizioni più favorevoli per lo sviluppo di vortici.

 Nel grafico a sinistra trovate il numero cumulato di tornado nel 2025 vs la media 2014-2024 mentre a destra vedete tutti i tornado raccolti proprio dal 2014 ad oggi attorno al Veneto a testimonianza di quanto scritto sopra


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15 maggio 2026

14 maggio 2026: forti temporali al Nord Italia


Nuova giornata molto movimentata per quanto riguarda la Pianura Padana. La dinamica per certi versi è simile a quella di lunedì 11, anche se con meno energia a disposizione, ma con un maggiore shear del vento, soprattutto nei bassi strati, e un maggiore afflusso di aria fredda in quota. Soprattutto nella porzione più orientale del Nord Italia le condizioni sono favorevoli per la genesi di qualche vortice.

> GUARDA IL VIDEO DELLA CACCIA

I tornado in Veneto

Infatti, già poco dopo mezzogiorno la dryline inizia a produrre i primi temporali tra Emilia e basso Veneto. Questi generano due tornado in rapida successione a Sud-Ovest di Rovigo. Uno nei pressi di Gaiba (RO), che non causa danni, e uno a Fiesso Umbertiano (RO). Quest'ultimo colpisce un'abitazione asportando completamente le tegole del tetto e abbatte alcuni alberi.

Tornado a Gaiba - Kevin Ravani

Tornado a Fiesso Umbertiano - Andrea Pritoni

Successivamente, prima intorno alle 15 e poi alle 17:30, nuovi temporali si formano tra Piemonte Orientale e Lombardia, avanzando verso Est e scaricando parecchia grandine.

Temporale a Sud-Est di Casale Monferrato (AL) alle 18 circa:




Il fronte freddo

Infine, dopo le 18:30, entra il vero e proprio fronte freddo da Ovest. Questo ingresso provoca la formazione di un'intensa linea temporalesca estesa dall'Astigiano fino al Biellese, in moto piuttosto rapido verso Est. Anche nei nuclei di questi temporali è presente parecchia grandine, ma la loro caratteristica principale è un'attività elettrica decisamente elevata.


I tanti fulmini, tra cui molti nube-suolo, sono dovuti al fatto che, pur facendo piuttosto freddo al suolo (la temperatura prima dell'arrivo del fronte nella zona di Casale Monferrato si aggirava sugli 11°C), l'aria fredda in ingresso in quota è talmente fredda che i contrasti con l'aria nei bassi strati sono comunque molto elevati, il che rende i temporali che si formano particolarmente elettrici.

Intercetto la linea, dotata di una shelf cloud a base alta, resa però coreografica dal sole alle spalle, a Stroppiana (VC).







Dopo il passaggio dei temporali, le incudini danno spettacolo con un vero e proprio soffitto di nubi mammatus illuminate dalla calda luce del tramonto.




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Autore: ALESSANDRO PIAZZA
Sono uno stormchaser dal 2009. Mi occupo della
produzione di materiale video e fotografico sui
temporali, ma anche di didattica e divulgazione
scientifica.

14 maggio 2026

Forti temporali al Nord, giovedì 14 Maggio


Nella giornata di giovedì una nuova perturbazione farà il suo ingresso al Nord Italia, portando il rischio di forti temporali soprattutto nella seconda parte di giornata. Le aree a maggior rischio di fenomeni estremi, risultano ancora quelle a Nord del Po, ma con un parziale interessamento anche dell'Emilia e del Piemonte orientale.

GIOVEDI' MATTINA i primi rovesci o temporali interesseranno le Alpi centro-orientali, forse anche l'alto Triveneto nella tarda mattinata per una convergenza dei venti tra lo scirocco dall'Adriatico e la Bora. Non si esclude già un forte temporale tra la costa Veneta orientale e il basso Friuli.

GIOVEDI' POMERIGGIO-SERA si formerà un minimo di bassa pressione sul Piemonte. Questo permetterà nuovamente l'ingresso della dryline, aria secca spinta dalle forti correnti sud-occidentali dall'Appennino settentrionale che andrà in contrasto con i venti da nord/est. Avremo l'ingresso inoltre di molta aria fredda in quota, soleggiamento e discreta vorticità in quota.

SI potrebbero formare così diverse ondate di nuclei temporaleschi organizzati in multicelle e supercelle dalla linea del Po in estensione alle aree più a nord con i nuclei in moto verso est/nord-est.

A seconda di quanto sarà l'ingresso dello scirocco dall'Adriatico potrebbe sussistere la formazione di supercelle tornadiche tra le aree lungo il Po centro-orientale e nelle coste Veneto-friulane.

Tutti i temporali potranno portare grandinate di media taglia, nubifragi e raffiche di vento.

Entro sera il fronte perturbato traslererà verso est potendo portare forti temporali anche sul Piemonte orientale e sull'Emilia oltre alle aree prima citate. Fenomeni in esaurimento dalla tarda sera.

Qualche isolato temporale sarà possibile anche nelle aree interne delle regioni centro-meridionali.

🌬️ ATTENZIONE ANCHE AL VENTO SINOTTICO - avremo un importante ingresso di LIbeccio sul Mar Ligure con raffiche tra Liguria orientale e costa Toscana fino a 80-100km/h inoltre ci sarà un mare molto agitato con onde anche sopra i 3-4metri di altezza. Oltre a queste regioni il forte vento-sud occidentale interesserà anche l'Appennino, l'Emilia-Romagna mentre da ovest anche le Alpi Occidentali.

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12 maggio 2026

11 maggio 2026: intensa linea temporalesca in Pianura Padana


Il pomeriggio di lunedì 11 maggio rappresenta la prima occasione della stagione per avere un passaggio temporalesco intenso e diffuso. Infatti è prevista l'attivazione di una dryline appenninica, con l'aria secca in risalita da Sud-Ovest che si scontrerà con aria decisamente più umida in arrivo da Nord-Est.

Questa dinamica, unitamente all'afflusso di aria molto fredda alle alte quote, potrebbe portare alla formazione di diversi temporali capaci di scaricare molta grandine su una grande porzione della Pianura Padana a Nord del Po (grossomodo dal confine tra Piemonte e Lombardia verso Est).

La grandine dovrebbe essere generalmente di piccola taglia, seppur abbondante, tranne nel caso riesca a svilupparsi qualche supercella. Sotto questo tipo di temporali potrebbero invece cadere chicchi anche sui 5 cm di diametro.


Il primo temporale che si forma, nasce a ridosso delle Alpi a Ovest di Bergamo. Questo, avanzando verso Est evolve piuttosto rapidamente proprio in una supercella. È infatti su Bergamasco e Bresciano che si registra la caduta di chicchi di grandine di grandi dimensioni, anche superiori a 5 cm.


Più tardi, mentre la supercella rimane attiva sul Bresciano, si sviluppa una lunga linea temporalesca, estesa dalla supercella bresciana verso Ovest-Sud-Ovest fino a Pavia. La linea in breve tempo prende forza: tutti i nuclei che ne fanno parte contengono grandine, e al radar appaiono come un lungo treno di fondoscala.

È proprio davanti al fronte avanzante di questa linea che mi posiziono, osservando la sua evoluzione.





I temporali, trainati dalle correnti in quota da Ovest-Nord-Ovest, avanzano verso Est-Sud-Est. La supercella all'estremità nord-orientale intanto continua a rimanere attiva, e poco a Ovest di Verona dà vita anche a un tornado, non condensato e in mezzo alle precipitazioni, che percorre diversi km fino ad arrivare alla città.

Nel resto della linea invece alcune celle cercano di isolarsi, tra cui una piccola supercella di tipo Lp (a basso contenuto di precipitazioni) a Nord di Piacenza.





Intorno alle 19:30 i temporali iniziano a indebolirsi, ma la struttura dell'updraft della parte più occidentale della linea è ancora imponente e maestosa.




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Autore: ALESSANDRO PIAZZA
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09 maggio 2026

Maggio riporta le perturbazioni atlantiche

Il mese di maggio come avevamo detto avrebbe riportato il flusso atlantico sul nostro paese e così è stato con diverse precipitazioni già nella prima settimana.

Il proseguo di questo periodo vedrà un leggero cambiamento barico, ma che in sostanza non cambia lo schema di fondo. Infatti le correnti rimarranno occidentali sempre ma a tratti più settentrionali per la risalita sull'Oceano dell'Anticiclone delle Azzorre.

Anomalie dei geopotenziali per l'11-18 maggio - fonte Ecmwf Charts

Tale configurazione porterà man mano anche correnti più fresche specie nella seconda parte della prossima settimana, con un calo delle temperature su valori leggermente al di sotto delle medie del periodo.

Come ripetiamo finalmente la primavera porterà precipitazioni importanti per evitare problemi di siccità che si stavano ripresentando su parte del Centro-Nord in vista della stagione estiva. Infatti anche l'incendio di 800 ha sui Monti Pisani è stato il segnale della carenza idrica da queste parti, in un periodo che dovrebbe essere tra i più piovosi

Di contro bisognerà fare attenzione al transito di diverse perturbazioni che scorreranno su un Mediterraneo più caldo e quindi potranno dar vita a fenomeni temporaleschi anche intensi.

PERTURBAZIONE DOMENICA 10 Maggio

Una bassa pressione dalle Baleari sta portando le prime nubi e piogge sul suo fronte caldo in Sardegna. Mentre in serata sempre sull'isola sarda arriverà il fronte freddo, con associati rovesci temporaleschi e anche forti venti tra 80-100km/h localmente.

Domenica quindi torneranno le piogge su tutta la penisola, solo l'estremo meridione sarà interessata più marginalmente. Avremo piogge anche a carattere temporalesco sulle aree centrali, sulle aree adriatiche dall'Emilia-Romagna centro-orientale fino al nord della Puglia (senza escludere qui anche grandinate seppur di piccola taglia). Temperature massime che caleranno domani a causa della copertura nuvolosa. Precipitazioni che saranno accompagnate da un consistente richiamo di polvere sahariana.

LUNEDI' un altro disturbo interesserà il nostro paese, in particolare potrebbe tornare il rischio di forti temporali al Nord-ovest e nelle aree sopra il Po. Qualche pioggia anche tra l'alta Toscana e la Liguria orientale. Ci torneremo su questa parte.

Visto il tempo quindi molto dinamico, vi invitiamo a seguire tutti gli aggiornamenti meteo.



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03 maggio 2026

I devastanti tornado emiliani del 3 maggio 2013

Alle 16:15 un sistema lineare nato sulla pedemontana modenese, dà origine a due intense supercelle, una più a sud e una più a nord, che produrranno ben 4 forti tornado tra le province di Modena e Bologna.

> GUARDA IL VIDEO SU YOUTUBE

CASTELFRANCO EMILIA (MO) - F3

Proprio quella più a sud, che riceve la maggior parte di aria calda e umida in arrivo da est, diventa dominante e, muovendosi verso Est-Nord-Est,, produce il primo tornado della giornata alle 16:30 nella zona di Castelfranco Emilia, in provincia di Modena.

Il tornado ha fattezze decisamente americane, un imbuto levigato dalla rotazione e condensato fino al suolo, da cui si alza la classica nube di detriti.


Il vortice percorre circa 4 km al suolo danneggiando seriamente diversi edifici, spezzando e sradicando alberi, e addirittura lasciando una traccia nei campi raschiando via l’erba.

In base all’analisi sui danni causati, il tornado di Castelfranco Emilia è stato valutato di grado F3 sulla scala Fujita.


ARGELATO (BO) - F3

Dopo il vortice, la supercella si riorganizza e intorno alle 17:15 il suo mesociclone subisce un nuovo processo di occlusione. Un nuovo tornado tocca il suolo, questa volta nel Bolognese, a sud del paese di Argelato.


Anche in questo caso si tratta di un vortice parecchio intenso, che devasta costruzioni agricole, anche in cemento, sradica o scorteccia gli alberi e distrugge le coltivazioni, causando purtroppo anche 5 feriti.

Il tornado percorre circa 5 km a terra, con un diametro massimo del vortice di circa 300 metri, e anche questo viene valutato come F3.


MIRANDOLA - SAN MARTINO SPINO (MO) - F2

In contemporanea però, anche la supercella più a nord decide di mostrare di cosa è capace. Sempre intorno alle 17:15 tocca terra il terzo tornado della giornata, in zona San Martino Spino, a Est di Mirandola, in provincia di Modena.


In questo momento sono al suolo contemporaneamente due tornado, al di sotto di due supercelle distinte, nel raggio di circa 35 km.

Questo vortice risulta leggermente meno intenso degli altri, raggiungendo comunque il grado F2 sulla scala Fujita e causando parecchi danni, oltre a ulteriori 5 feriti.


SAN GIORGIO DI PIANO (BO) - F3

Intanto sotto la supercella meridionale la situazione non fa che peggiorare. Il tornado di Argelato si solleva dal suolo, ma poco dopo, alle 17:30, tocca il suolo il vortice più intenso tra tutti.

La zona interessata è quella a sud di San Giorgio di Piano, nel bolognese.


Il tornado causa il crollo di diversi edifici, tra cui un deposito agricolo in cemento completamente distrutto. I danni più gravi sarebbero valutabili anche nel grado F4 della scala Fujita, ma a causa di alcune incertezze nella valutazione, al tornado viene comunque assegnato il grado di forte F3.

Questo mostro rimane al suolo addirittura per 10 km, con un diametro massimo doppio rispetto agli altri tornado della giornata, sui 600 metri. Causa anche 3 feriti, ma si può davvero dire una fortuna il fatto che né lui né gli altri tornado abbiano causato vittime, data la loro intensità tutt’altro che comune.


Oltre ai tornado, i temporali emiliani hanno anche prodotto grandine grossa, con i chicchi che sul Bolognese hanno raggiunto un diametro superiore a 5-6 cm.



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