Siamo a metà maggio 2026 ed è già il mese di maggio con più tornado registrati dal 2014 a oggi. Infatti, si sono registrati circa 15 tornado sul nostro Paese; il precedente primato spettava al maggio 2024 con 12 eventi, mentre la media per questo mese dovrebbe essere di circa 5. Questo elevato numero di vortici testimonia un mese accompagnato da una grande instabilità, anche se, per fortuna, tutte le trombe d’aria sono state di debole intensità.
Non è possibile legare direttamente quanto accaduto ai cambiamenti climatici, in quanto i dati vengono raccolti da relativamente poco tempo e, in ogni caso, si tratta di eventi minori. Inoltre, i vortici principali (di grado F1) hanno interessato la regione del Veneto (come quelli di Verona e del Delta del Po), che rientra tra le aree più soggette ai tornado d’Italia.
In Pianura Padana, specie nella parte centro-orientale, si formano spesso supercelle capaci di generare tornado. Questo accade nella zona di confluenza tra l’aria caldo-umida in ingresso dal Mar Adriatico, una massa d’aria più secca discendente dall’Appennino e un’altra massa d’aria più fresca proveniente dalle Alpi. Qui si crea il cosiddetto "punto triplo", cioè il punto di incontro tra queste tre differenti masse d’aria; in questo settore, l’accumulo di umidità e il forte wind shear nei bassi strati atmosferici generano le condizioni più favorevoli per lo sviluppo di vortici.


