31 maggio 2024

El Reno 2013: il tornado più grosso della storia

Il 31 Maggio 2013 è una data che non può essere dimenticata nella mente di chi segue o si appassiona dei temporali, infatti in quella giornata si verificò a El Reno il tornado più grosso della storia.

Il cono di questa tromba d’aria arrivò addirittura a 4,18km di diametro causando 8 vittime di cui 3 noti cacciatori. Tra questi c’era Tim Samaras, un pioniere nello studio dei fenomeni temporaleschi estremi e storico collaboratore di National Geographic.

Assieme a Tim è stato coinvolto anche suo figlio Paul e il collega Carl Young.

Morti purtroppo nel lavoro che amavano.

Tutta la vastità del tornado di El Reno nello scatto di Jeff Snyder per il National Weather Service

Alcuni dettagli sull’evento

Nel tardo pomeriggio del 31 Maggio si ha la formazione dei temporali intensi nell’Oklahoma centrale. In particolare questi si vengono a creare tra la dryline o linea secca e il fronte stazionario che erano presenti nella parte occidentale di El Reno.

Un ambiente caldo ed instabile pronto per supportare fenomeni a carattere di supercella da queste parti, diventando rapidamente tornadiche.

Si forma un primo vortice che colpisce la contea di Kingfisher producendo danni minimi o nulli. A seguire si ha lo sviluppo del famoso tornado di El Reno che ha portato diversi danni ai raccolti e alle proprietà sul suo percorso oltre alle vittime come detto prima.

Successivamente vengono prodotti altri vortici nell’area metropolitana di Oklahoma city.

La tromba d’aria di El Reno nonostante sia stata classificato EF3 per i danni generati, all’interno di alcuni sub-vortici sono stati rilevati dei venti di oltre 470km/h grazie a dei radar. Possiamo notare nella grafica qui sotto come nel suo moto abbia cambiato drasticamente e rapidamente il suo percorso. Un motivo in più per le criticità che hanno ritrovato le persone nell’inseguimento di questo violento fenomeno.

Abbiamo parlato più approfonditamente del tornado, e soprattutto dei cacciatori e scienziati coinvolti in un video.


Il percorso di El Reno , rimasto al suolo per 40minuti – fonte National Weather Service

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29 maggio 2024

24 maggio 2024: supercella a Sud-Ovest di Asti


Nel pomeriggio del 24 maggio è previsto l’ingresso sul basso Piemonte del vento di Marino da Sud. Questo vento secco creerà una convergenza con l’aria più umida proveniente da Nord-Ovest, in grado di dare vita a diversi temporali.


I primi nuclei iniziano a formarsi intorno alle 17, con un temporale dalla struttura che almeno per un breve periodo ha avuto fattezze supercellulari che colpisce in pieno la città di Torino. Tra i fenomeni associati a questa cella spicca la molta grandine scaricata sulla città, che trasforma le strade in veri e propri fiumi di ghiaccio.



Proprio quando questo primo temporale è in fase di dissipazione, iniziano a spuntare nuove celle sempre lungo la convergenza, tra il Torinese e l’alto Astigiano.


In breve tempo i temporali vanno a costituire una vera e propria linea, con asse da Sud-Ovest a Nord-Est, che occupa gran parte del territorio del Monferrato, dal basso Torinese fino a Nord di Alessandria.



Il moto dei temporali, anche se non molto veloce, è verso Nord-Nord-Est. In questa fase comunque continuano sempre anche a rigenerare nuovi nuclei nella parte più meridionale della linea, a Sud di Torino.

È proprio in questa zona che intorno alle 19 una cella inizia a intensificarsi parecchio più delle altre. Mi avvicino sfruttando l’autostrada A21 e giunto all’altezza di Villanova d’Asti vedo che una nuova base piuttosto turbolenta e con i primi segnali di rotazione è in fase di organizzazione.



Proprio a causa della sua rotazione, il temporale inizia a spostarsi in maniera completamente indipendente dal resto della linea, muovendosi verso Sud-Est. Per seguire la neonata supercella devo quindi abbandonare l’autostrada e tuffarmi in mezzo alle colline.


Nella zona di San Damiano d’Asti (AT) mi porto davanti alla struttura, che col tramonto assume una colorazione molto bella, e produce una quantità davvero alta di fulmini nube-suolo.



Seguo il temporale, sempre bersagliato dai fulmini, fino circa a Costigliole d’Asti (AT), dove la supercella inizia il suo indebolimento continuando a viaggiare verso Sud-Est.





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23 maggio 2024

22 maggio 2024: impressionante grandinata a Santena (TO)



La giornata del 22 maggio 2024, come quasi tutte quelle di questa settimana, è caratterizzata da abbondanza di energia a disposizione per la convezione (CAPE), ma da correnti in quota molto deboli. Queste condizioni sono propizie per la formazione di temporali stazionari, che possono insistere nella stessa zona anche per parecchio tempo scaricando grandi quantitativi di precipitazioni. Si tratta di una situazione potenzialmente in grado di causare diversi disagi.

Intorno alle 15, mentre già diversi nuclei temporaleschi sono già attivi sia in Piemonte che più a Est, si forma un intenso temporale a Sud-Est di Torino. Subito al radar compare il fondoscala, segno che il temporale sta molto probabilmente producendo grandine.


Nei minuti successivi il nucleo si intensifica e si espande ulteriormente, rimanendo però bloccato dall’assenza di ventilazione in quota.

Lo osservo dalle colline a Nord di Asti e noto la spessissima cortina di precipitazioni dalla quale fanno capolino i fulmini nube-suolo.



Mentre cerco di avvicinarmi, iniziano ad arrivare le prime notizie di grandinate intense nella zona di Santena (TO).



Quando arrivo, il temporale è ormai in fase calante e la grandinata è finita, ma quello che trovo in giro per il paese sono accumuli impressionanti di grandine. I chicchi tra l’altro sono tutt’altro che piccoli, con alcuni che superano anche i 2,5 cm di diametro.





In alcune zone la grandine al suolo raggiunge addirittura i 20 cm di accumulo, con diverse automobili rimaste intrappolate. Devono intervenire mezzi spalaneve del comune per cercare di liberare le auto.



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11 maggio 2024

Aurora visibile in tutta Italia!

Aurora visibile in tutta Italia! E’ una notte incredibile quella che sta vivendo il nostro paese e diverse zone dell’emisfero settentrionale. L’aurora boreale è scesa a latitudini davvero meridionali.

Nel cielo si sono distinte perfettamente le sfumature dei colori dell’aurora (l’arco aurorale della Sar è monocromatico e ad esempio si vede sopra l’aurora in alcune foto) dal viola al rosso, con i classici pilastri pennellati.

E addirittura si è visto il colore verde a quote minori fino al Centro Italia. Quello che determina il colore è sempre l’ossigeno monoatomico che interagisce con il vento solare.

Foto da Pesaro di Refi

Ma come è accaduto questo? Diversi ed intensi Flares solari seguiti da alcune espulsioni di massa coronale dal Sole hanno dato le condizioni ideali per la genesi di aurore rilevanti fino alle nostre latitudini. Per tornare ad un evento simile probabilmente si deve tornare indietro almeno al 2003.

Foto di Alessandro Piazza dal vercellese

Migliaia le foto da Nord a Sud del paese. L’evento è stato visibile ad ora due volte addirittura anche in grandi città ad occhio nudo.

Vedremo se potranno vedersi nuovi eventi tra questa e la prossima notte. Certo che quanto accaduto rimarrà nella memoria di molti.

Foto da Bellona, CE , Pasquale Natale

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