16 settembre 2022

Alluvione nelle Marche 15-16 settembre

Nella giornata di ieri su alcune zone delle Marche sono caduti oltre 400mm di pioggia in 6 ore portando una tragica alluvione. Si tratta di un quantitativo di pioggia che mediamente cade in 5/6 mesi, su un terreno particolarmente secco che non ha reso possibile l’assorbimento del terreno.

Questi ingenti accumuli sono stati causati dalla formazione di un temporale rigenerante che ha insistito per diverse ore sugli stessi territori.

Foto da Cantiano di Daniela Bettinelli

Quali fattori hanno determinato questo evento?

I fattori che hanno determinato questa dinamica sono da ricercarsi nei venti tesi da ovest verso est che incontrando gli Appennini hanno causato lo sviluppo di moto verticali. A causa della particolare orografia della zona questi temporali sono stati bloccati ed hanno insistito per diverse ore.

Bisogna inoltre considerare l’elevata energia in gioco a causa dell’alta temperatura superficiale dei mari (25/26 gradi su Tirreno ed Adriatico) e dal richiamo di aria caldo umida nei bassi strati determinata dalla configurazione meteorologica in atto.

Ultime considerazioni

Quanto accaduto mostra quanto temporali di questo tipo siano difficili da localizzare nella fase di previsione. Un minimo cambiamento dei venti alle varie quote avrebbe potuto innescare gli eventi in Toscana, dove anche lì vi erano possibilità di fenomeni estremi, che per fortuna non si sono verificati.

Senigallia – foto di Guido Calamosca

Avvenimenti di questo tipo saranno sempre più frequenti ed intensi a causa del cambiamento climatico in atto e sono estremizzati dall’urbanizzazione.

È importante, per il nostro futuro, una pianificazione del territorio che permetta di conviverci, perché per limitarli, purtroppo è ormai tardi.

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10 settembre 2022

7 settembre 2022 - Supercelle serali nel Vercellese


Con l’avvicinarsi di una bassa pressione da Ovest, a partire dal tardo pomeriggio le condizioni iniziano a essere buone per la formazione di intensi temporali soprattutto sul Piemonte. L’aumento dello shear unito a un buon quantitativo di energia sarà oltretutto in grado di sostenere updraft inclinati e con rotazione, quindi sarà molto probabile l’evoluzione in supercelle dei temporali.


Dopo che nel corso del pomeriggio alcuni temporali di breve durata hanno interessato le pedemontane di Canavese e Biellese, verso le 19 I primi nuclei Seri iniziano a svilupparsi sulle colline tra Astigiano e Alessandrino, prendendo subito un moto verso Nord-Nord-Est.

Prima supercella tra Casale Monferrato (AL) e Vercelli

Nella prima fase sembra organizzarsi un sistema di tipo multicellulare ma in breve tempo la cella più orientale prende il sopravvento, mostrando caratteristiche mesocicloniche, anche se la base è la struttura non sono perfettamente visibili a causa della grande umidità nei bassi strati e di piogge da incudine piuttosto invadenti.




Solo più tardi, intorno alle 21, quando il temporale si trova ormai in piena pianura nei pressi di Vercelli, l’aria di fa più limpida e la forma tipicamente supercellulare si riesce ad apprezzare chiaramente da Sud. Davvero molto intensa tra l’altro è l’attività elettrica con fulmini nell’updraft praticamente continui.







Nel frattempo, mentre osservo l’evoluzione della supercella da Stroppiana (VC) un nuovo temporale fa capolino molto più a Ovest, a ridosso delle Alpi del Canavese. Il cumulonembo inizia a lampeggiare e il nucleo si avvicina via via verso Est. Il radar non riesce a leggere correttamente le precipitazioni di questa nuova cella, perché nonostante sulla mappa continui a essere presentato come debole rovescio è chiaro alla vista che invece si tratta di un temporale in continua intensificazione.


Seconda supercella a Ovest di Vercelli

Quando la prima cella si trova ormai sull’alto Novarese, decido quindi di avvicinarmi a questa, ormai in pianura in zona Santhià (VC). Dalla struttura è chiaramente una nuova supercella, con l’updraft inclinato e avvitato che sale verso l’incudine e il mesociclone perfettamente visibile anche da lontano, senza nubi basse che ne nascondono le fattezze.



Più ci si avvicina e più spuntano dettagli, come una wall cloud piuttosto bassa, una lunga inflow tail proprio sopra la base che si protende verso i rovesci e le classiche striature nell’updraft dovute alla rotazione.





Questo temporale ha un moto più verso Est rispetto al precedente e passerà poco a nord di Vercelli prima di iniziare a dissiparsi.



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