Le condizioni sono propizie anche per la formazione di temporali supercellulari. Lo shear del vento infatti, sia in velocità che in direzione, è piuttosto elevato, mentre l'energia per i temporali è garantita dal lungo periodo precedente con temperature ben oltre la media del periodo.
Proprio poco prima delle 16, con il fronte orma sulle Alpi, si accendono i primi nuclei sul Torinese, inizialmente sia a Nord, verso il Canavese, che a Sud del Po. In breve però appare chiaro come la cella dominante si appresti a diventare quella a Nord, che intanto si inizia a organizzare meglio proprio poco sopra il fiume, a Est di Torino.
Man mano che avanza verso Est il temporale si rinforza sempre più. A causa della grande umidità presente nei bassi strati, la base in questa fase è molto bassa e turbolenta, anche se la struttura non assume ancora una forma definita. È piuttosto un agglomerato di nubi basse che seguono le tracce dell'aria aspirata dall'esterno verso il temporale.
A Ovest di Crescentino (VC), tra Torinese e Basso Vercellese, il temporale inizia a strutturarsi meglio. Il vento di inflow da Est rinforza, la frequenza dei fulmini aumenta e compare anche una base più definita.
È in questa fase che un violento downburst colpisce la zona tra Borgo Revel (TO) e Crescentino (VC), con venti prossimi a 100 km/h, causando parecchi danni. Si registra anche grandine di medio-grandi dimensioni (circa 5-6 cm) poco più a Sud, tra le colline torinesi e il Monferrato.
Il fondoscala al radar è molto ampio, ma dopo la prima fase di organizzazione, visivamente il temporale perde le sue caratteristiche. Infatti si formano due rovesci proprio davanti alla struttura, che assieme a una quantità spropositata di nubi basse dovuta all'aria satura nei bassi strati la nascondono completamente.
Solo alcune caratteristiche, come la forma al radar e il fatto che sia presente, oltre che quella sotto alla base visibile, anche un'area delle precipitazioni più spostata a Nord, dove tra l'altro cadono la maggior parte dei fulmini, fa intuire di essere davanti a una supercella di tipo HP, quindi con le precipitazioni che cadono anche al di sotto dell'area del mesociclone.
Il temporale a Casale Monferrato (AL), con la struttura nascosta dai rovesci e dalle nubi basse:
Solo al suo ingresso nel Pavese, complice probabilmente l'aria nei bassi strati meno umida, la struttura si pulisce facendo emergere le classiche caratteristiche da supercella HP.
Breme (PV) - inizia ad apparire la struttura:
Lomello (PV) - struttura della supercella HP con l'area principale delle precipitazioni sulla destra e il mesociclone alla sinistra, sotto la cui base cade un intenso rovescio verdeggiante:
Giunto a circa 20 km a Ovest di Pavia, il temporale inizia a indebolirsi, con la struttura che scompare velocemente inghiottita dalla pioggia. Rimane comunque sempre una vigorosa attività elettrica, con parecchi fulmini anche nube-suolo.
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Autore: ALESSANDRO PIAZZA





















