Nel corso del pomeriggio diversi nuclei temporaleschi si sviluppano sulle Alpi centro-occidentali, tentando a più riprese, senza però riuscirci, di abbordare le vicine pianure.
Solo intorno alle 18:30 appare al radar un temporale decisamente più organizzato rispetto agli altri, oltretutto in una posizione più meridionale. Questo sembra ben indirizzato verso la pianura Torinese dato il suo moto verso Est e, cosa più importante, sembra rinforzarsi man mano che si allontana dai rilievi invece che indebolirsi.
Il temporale si trova a Ovest di Torino, per cui mi avvicino al capoluogo arrivando da Nord-Est con l’autostrada A4. L’aria è piuttosto umida quindi non c’è una grande visibilità, e fino a un passo dalla città non vedo altro che cielo scuro.
Il temporale è quasi sopra la città, e quindi anche molto vicino alla mia posizione. Per non finirci dentro e per evitare il traffico cittadino mi sposto più a Nord-Est, in zona Leinì (TO). Da qui osservo la supercella che intanto avanza piuttosto velocemente verso Est, inglobando la città nei suoi rovesci.
Arriva molto velocemente anche il momento di spostarsi di nuovo (tra l’altro, mentre mi sposto per riguadagnare l’autostrada, cadono diversi fulmini nube-suolo proprio attorno a me).
Superata Torino la supercella inizia a indebolirsi, complice anche l’arrivo del buio, e prima di raggiungere Chivasso (TO) l’attività elettrica sparisce quasi del tutto. Rimane comunque ancora una struttura con alcuni segni di rotazione, come la base completamente al di fuori dei rovesci.
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