Per il pomeriggio del 15 luglio i modelli di previsione vedono il passaggio di un sistema temporalesco che dovrebbe attraversare tutta la Pianura Padana da Ovest verso Est. Le zone che potrebbero vedere i fenomeni associati più intensi sono però quelle centro-orientali, in particolare le basse pianure a partire dal Piacentino verso Est.
Questo perché la presenza di venti al suolo da Est e di una maggior quantità di energia a disposizione rispetto al Nord-Ovest, rendono l'area maggiormente propensa allo sviluppo di fenomeni estremi. Il rischio principale è quello di forti venti lineari, anche oltre 100 km/h, ma anche la presenza di grandine di medio-grandi dimensioni non è da escludere, soprattutto se i nuclei temporaleschi riusciranno a rimanere più isolati.
Nel primo pomeriggio i primi temporali si formano a ridosso delle Alpi occidentali, tra Torinese e Cuneese, dove scaricano grandinate con chicchi di oltre 5-6 cm di diametro. In questa prima fase i temporali sono isolati, con la presenza di almeno una supercella.
Nuclei di precipitazioni intanto si formano anche più a Est, sull'Alessandrino, ma senza particolari strutture né segni di imminente intensificazione. Intanto i primo temporali sul Piemonte occidentale vanno a esaurirsi allontanandosi dai rilievi.
I rovesci avanzano velocemente verso Est, quindi da Alessandria mi dirigo a Est per portarmi comunque davanti al sistema in avanzamento.
A Sud-Est di Piacenza sono finalmente davanti alle piogge. Qui inizia a svilupparsi una nube a mensola, seppure ancora piuttosto disorganizzata.
Avanzando verso Est lo sviluppo dei temporali aumenta. A Fidenza (PR) la shelf cloud si fa via via più corposa e iniziano a comparire fractus e turbolenze al di sotto, anche se la visibilità è limitata dalla presenza di aria molto umida nei bassi strati.
L'intensificazione del sistema temporalesco si percepisce anche "a pelle", oltre che mostrarsi al radar, dove inizia a delinearsi una vasta linea molto arcuata nella sua porzione avanzante. Mi porto a Est di Parma, da dove, una volta messa al sicuro l'automobile, decido di aspettare il temporale e farmi investire.
Da qui ancora non si vede la base della struttura, che resta immersa nella foschia, ma il cielo scuro e l'aria molto calda creano un'atmosfera decisamente inquietante, in attesa di vedere la faccia del mostro in arrivo.
Qualche minuto dopo dalla foschia inizia a spuntare una shelf cloud estremamente bassa, massiccia e turbolenta, che avanza molto velocemente verso la mia posizione.
Man mano che il temporale si avvicina spuntano sempre più i dettagli della sua struttura, a dir poco cattiva.
Quando il temporale è ormai piuttosto vicino ecco che i rovesci al di sotto della nube a mensola si tingono di un verde bottiglia. Contemporaneamente inizia a farsi sentire il vento di outflow in arrivo dal temporale.
Ancora qualche minuto e il mostro mi è addosso. Le prime forti raffiche arrivano improvvise, ancor prima della pioggia. Poi la luce cala molto, tanto che tutte le luci dell'area di servizio in cui mi trovo si accendono.
Mentre inizia a piovere cala la notte. Il vento aumenta fino a soffiare davvero forte, con raffiche di downburst probabilmente intorno ai 100 km/h (una stazione poco più a Sud, sull'Appennino parmense, registra una raffica di 127 km/h).
Il passaggio del temporale dura circa 30 minuti, in cui soprattutto nella prima fase vola di tutto, bidoni, cartelli, fioriere e altro, poi gradualmente torna la luce del giorno.
Dietro il temporale, al di sotto dell'incudine, si vedono delle nubi mammatus davvero ben strutturate. Purtroppo dato il sole ancora alto si trovano in ombra, se fossero state illuminate dalla luce del tramonto sarebbe stato uno spettacolo!
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Autore: ALESSANDRO PIAZZA

























