09 agosto 2026

15 luglio 2026: temporale impressionante in Emilia-Romagna


Per il pomeriggio del 15 luglio i modelli di previsione vedono il passaggio di un sistema temporalesco che dovrebbe attraversare tutta la Pianura Padana da Ovest verso Est. Le zone che potrebbero vedere i fenomeni associati più intensi sono però quelle centro-orientali, in particolare le basse pianure a partire dal Piacentino verso Est.

Questo perché la presenza di venti al suolo da Est e di una maggior quantità di energia a disposizione rispetto al Nord-Ovest, rendono l'area maggiormente propensa allo sviluppo di fenomeni estremi. Il rischio principale è quello di forti venti lineari, anche oltre 100 km/h, ma anche la presenza di grandine di medio-grandi dimensioni non è da escludere, soprattutto se i nuclei temporaleschi riusciranno a rimanere più isolati.


Nel primo pomeriggio i primi temporali si formano a ridosso delle Alpi occidentali, tra Torinese e Cuneese, dove scaricano grandinate con chicchi di oltre 5-6 cm di diametro. In questa prima fase i temporali sono isolati, con la presenza di almeno una supercella.

Nuclei di precipitazioni intanto si formano anche più a Est, sull'Alessandrino, ma senza particolari strutture né segni di imminente intensificazione. Intanto i primo temporali sul Piemonte occidentale vanno a esaurirsi allontanandosi dai rilievi.

I rovesci avanzano velocemente verso Est, quindi da Alessandria mi dirigo a Est per portarmi comunque davanti al sistema in avanzamento.


A Sud-Est di Piacenza sono finalmente davanti alle piogge. Qui inizia a svilupparsi una nube a mensola, seppure ancora piuttosto disorganizzata.




Avanzando verso Est lo sviluppo dei temporali aumenta. A Fidenza (PR) la shelf cloud si fa via via più corposa e iniziano a comparire fractus e turbolenze al di sotto, anche se la visibilità è limitata dalla presenza di aria molto umida nei bassi strati.





L'intensificazione del sistema temporalesco si percepisce anche "a pelle", oltre che mostrarsi al radar, dove inizia a delinearsi una vasta linea molto arcuata nella sua porzione avanzante. Mi porto a Est di Parma, da dove, una volta messa al sicuro l'automobile, decido di aspettare il temporale e farmi investire.

Da qui ancora non si vede la base della struttura, che resta immersa nella foschia, ma il cielo scuro e l'aria molto calda creano un'atmosfera decisamente inquietante, in attesa di vedere la faccia del mostro in arrivo.


Qualche minuto dopo dalla foschia inizia a spuntare una shelf cloud estremamente bassa, massiccia e turbolenta, che avanza molto velocemente verso la mia posizione.


Man mano che il temporale si avvicina spuntano sempre più i dettagli della sua struttura, a dir poco cattiva.




Quando il temporale è ormai piuttosto vicino ecco che i rovesci al di sotto della nube a mensola si tingono di un verde bottiglia. Contemporaneamente inizia a farsi sentire il vento di outflow in arrivo dal temporale.




Ancora qualche minuto e il mostro mi è addosso. Le prime forti raffiche arrivano improvvise, ancor prima della pioggia. Poi la luce cala molto, tanto che tutte le luci dell'area di servizio in cui mi trovo si accendono.

Mentre inizia a piovere cala la notte. Il vento aumenta fino a soffiare davvero forte, con raffiche di downburst probabilmente intorno ai 100 km/h (una stazione poco più a Sud, sull'Appennino parmense, registra una raffica di 127 km/h).

Il passaggio del temporale dura circa 30 minuti, in cui soprattutto nella prima fase vola di tutto, bidoni, cartelli, fioriere e altro, poi gradualmente torna la luce del giorno.

Dietro il temporale, al di sotto dell'incudine, si vedono delle nubi mammatus davvero ben strutturate. Purtroppo dato il sole ancora alto si trovano in ombra, se fossero state illuminate dalla luce del tramonto sarebbe stato uno spettacolo!



Se vuoi supportarci, puoi effettuare una donazione via PayPal cliccando sul pulsante qui sotto!

________________________________
 
Autore: ALESSANDRO PIAZZA
Sono uno stormchaser dal 2009. Mi occupo della
produzione di materiale video e fotografico sui
temporali, ma anche di didattica e divulgazione
scientifica.

06 agosto 2026

4° Ondata di caldo senza fine

Tra fiumi in secca, mari bollenti sui 30°C, vasti incendi, ghiacciai che fondono sulle Alpi (zero termico ai 5000m) e un'infinita serie di giornate di caldo eccezionale, l'estate 2026 sta dando tutta la sua prova di quanto sia sempre più alta l'asticella del cambiamento climatico.
Anticiclone africano che da viaggiatore delle nostre estati, è diventato abitante della stagione più calda con tutti gli aspetti negativi che ne corrono.
Basse pressioni che ormeggiano sull'Oceano Atlantico, ne favoriscono la risalita di aria più calda di matrice tropicale verso il Mediterraneo.

La 4°ondata di calore probabilmente la più lunga e intensa di questa estate, partita dal 28 luglio e ancora viva come non mai, si proietterà almeno fino a Ferragosto sul nostro pase. Se tutto va bene, visto che si tratta di una previsione già oltre i 7 giorni di distanza. Qui sotto si può osservare le anomalie termiche medie previste da Ecwmf in Europa tra il 10-17 agosto.




Una situazione bloccata e accompagnata da valori massimi che spesso oscillano attorno i 40°C da Nord a Sud e notti tropicali cioè sopra i 20°C. Un valore che non fa più notizia visto che in alcune città le notti tropicali già superano i 40 giorni, oltre la metà di questa stagione estiva.
Addirittura si stanno superando ripetutamente i valori di 25°C fino a toccare i 30°C come valore più basso nelle ore notturne.
Un gran caldo che si sente anche in quota con 27°C raggiunti sull'Amiata a 1700m e 23°C sul Cimone a 2100m.


Non è tanto l'entità dei valori termici che si contano, ma la frequenza e la durata di valori così anomali per il periodo, tanto che per chi non è addetto alla meteorologia, diventa davvero difficile comprendere quando effettivamente sia finita l'ondata di calore iniziata da fine maggio.
Mappa da Andrea Corigliano


METEOWEEKEND

Nel corso dei prossimi giorni fino al weekend l'instabilità aumenterà specie al Nord oltre alle aree alpine, appenniniche e nell'entroterra delle Isole Maggiori.
Tra il pomeriggio-sera di venerdì e le prime ore di sabato qualche temporale potrà interessare anche le aree a Nord del Po. Per il resto di sabato non ci saranno particolari fenomeni al settentrione.
Domenica potrebbe riprendere fenomeni temporaleschi sulle Alpi ma con qualche sconfinamento in pianura possibile al Nord-ovest.

Avremo sempre per lo più la formazione di multicelle con associati nubifragi, grandine fino a media taglia e raffiche di vento.

Temperature che perderanno pochi gradi al settentrione, ma comunque non un calo sensibile. C'è ancora da aspettare parecchio per tornare a respirare.





Se vuoi supportarci, puoi effettuare una donazione via PayPal cliccando sul pulsante qui sotto!

________________________________
 
Autore: FEDERICO BAGGIANI
Mi occupo di divulgazione scientifica nel campo della
meteorologia, con attenzione particolare
per temporali e fenomeni estremi. Gestisco
i canali social di Tornado in Italia e Meteopisano.


Più popolari