Longevità record per il Ciclone Freddy

Il Ciclone Freddy ha segnato dei record per la sua longevità. Pensate infatti che tale depressione è rimasta attiva per 37 giorni, superando il tifone John del 1991 con 31 giorni nell’Oceano Pacifico.

Tuttavia questo primato verrà valutato nei prossimi giorni anche dalla Organizzazione Mondiale della Meteorologia (WMO).

Vediamo meglio il percorso della perturbazione partita dal nord-ovest dell’Australia attorno il 3 Febbraio si è fatta tutto l’Oceano Indiano meridionale percorrendo oltre 8000km.

Ha attraversato il Madagascar come ciclone di categoria 3 e poi è passato per tre volte sul canale del Mozambico, facendo due volte landfall sull’omonima nazione esaurendosi il 14Marzo.

Il percorso del ciclone Freddy

Proprio il Mozambico assime al Malawii sono state le nazioni ad avere la peggio dove sono caduti anche 500mm di pioggia provocando terribili e vaste alluvioni. Il bilancio complessivo delle vittime ormai è prossimo alle 300.

Si contano inoltre oltre 700 feriti e 20mila persone senza abitazione.

Per alcuni meteorologi il ciclone ha anche raggiunto il record di energia accumulata pari a 87 (un parametro che tiene conto della sua durata, intensità e del suo sviluppo), superando il tifone Ioke del 2006. Infine vanta anche 6 intensificazioni cioè con un aumento dei venti massimi sostenuti da un ciclone tropicale di almeno 55km/h in 24 ore.

Freddy e il cambiamento climatico

Freddy sta avendo un terribile impatto socio-economico ma anche umanitario sulle zone colpite. Il bilancio delle vittime però poteva essere anche molto peggiore senza le previsioni meteorologiche e preavvisi di riduzione del rischio di disastro sul campo.

Questo mostra quanto sia fondamentale collaborare tra le nazioni per affrontare le sfide sempre più estreme di un clima che cambia velocemente.

Il Mozambico meridionale ha ricevuto più di un anno di precipitazioni nell’ultimo mese e il Madagascar ha ricevuto tre volte la media mensile nell’arco di una settimana.

Secondo il gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC), per l’Africa meridionale orientale e il Madagascar si sta osservando un aumento dell’intensità delle piogge e della forza dei cicloni tropicali. Un grande problema è anche l’innalzamento del livello medio del mare che si somma al passaggio di queste tempeste.

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Immagine di NASA Earth del 21 Febbraio durante l’ingresso di Freddy sul Madagascar

Federico Baggiani

Mi occupo di divulgazione scientifica nel campo della meteorologia, con attenzione particolare per temporali e fenomeni estremi. Gestisco i canali social di Tornado in Italia, Meteo in Italia e Meteopisano.

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